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CORRIERE DELLA SERA Il Frosinone resta a mani vuote, la Roma prende i punti e scappa

Iago Falque

(L. Valdiserri) Prendi i punti e scappa. La Roma conquista a Frosinone una vittoria buona per la classifica e per non far scoppiare uno psicodramma in vista della partita di Champions con il Barcellona (mercoledì). Ma è tutto qui. Il gioco latita. L’esperimento Dzeko-Totti insieme non ha dato risultati. Il Frosinone si lamenta, con mille ragioni, per un rigore non concesso sull’1-0 per evidentissimo fallo di mano di Digne su cross di Rosi. Mancava mezzora al termine e non è detto che, in caso di 1-1, la Roma non avrebbe potuto vincere nel tempo restante. Però è un fatto che il rigore era netto e lo è anche che la Roma stava soffrendo. Circostanza difficile da prevedere tra due squadre che hanno un differenziale di 105 milioni di monte ingaggi. Per adesso va bene così, ma per puntare allo scudetto serve di più e di meglio.

Garcia ha scelto all’inizio un 4-2-3-1 (Gervinho-Totti-Falque dietro a Dzeko) che ha avuto il risultato di restringere ancora di più gli spazi tra i troppi attaccanti. Totti è sembrato lontano dalla miglior forma, e Gervinho è rimasto 90’ in campo contro ogni logica. Non si ricorda una sola azione dell’ivoriano. Dzeko è rimasto rintronato da un colpo alla testa subito nei primissimi minuti ed è sembrato condizionato. Ha sbagliato un gol molto semplice e ha passato il tempo a mettersi a posto il turbante di garza che gli è stato applicato in testa. È uscito al 12’ della ripresa, ma la Roma è paradossalmente peggiorata senza un punto di riferimento su cui scaricare il pallone lungo.

Non è un caso che il migliore dell’attacco sia stato il più umile: Iago Falque. Lo spagnolo è stato bravo e fortunato in occasione del gol del vantaggio, al 43’ del primo tempo, e ha aiutato sempre Florenzi contro il migliore dei ciociari, Soddimo. E non è un caso neppure che, nel finale, quando Stellone ha ordinato ai suoi di buttarsi in avanti, la Roma abbia potuto colpire con i due ingressi dalla panchina, Salah e Iturbe. L’egiziano, al contrario di Gervinho, qualche volta passa la palla ai compagni. L’argentino ha forse trovato la sua dimensione: cambio nel finale, per sfruttare da prima punta la sua potenza contro avversari stanchi. Contro la Juve aveva procurato l’espulsione di Evra, ieri ha segnato il 2-0. Il Frosinone non ha demeritato, ma ha un attacco da serie B. L’unica speranza è che Castillo, quando sarà tornato in forma dopo il lungo infortunio, sia davvero il centravanti di qualità che descrivono.

f s

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