C’era una volta il 4-3-3. O forse c’è, ci sarà ancora. Così come il 4-2-3-1, che non è morto ed è visibile sempre. Ciò che appare certo quest’anno è l’alternanza di sistemi di gioco, cosa insolita per la Roma firmata da Rudi Garcia. Del resto, il tecnico francese ha sempre fatto notare come la squadra sia profondamente cambiata dal primo anno che, dal punto di vista del gioco, è stato il migliore. Forse quel calcio con tre attaccanti di movimento, compreso un finto centravanti, con due centrocampisti di rottura e uno dai piedi buoni, con due centrali possenti e due terzini che andavano, non si può fare più. La metamorfosi è cominciata lo scorso anno, nei momenti di difficoltà, quando Garcia ha snaturato la squadra, ad esempio a Monaco, abbandonando il calcio offensivo per un gioco da uno contro uno, più rigido, meno libero.
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