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AS ROMA Zeman: “2 anni fa consigliai a Totti di smettere. Dispiace vedere un derby senza curve” (VIDEO)

Zdenek Zeman

“Il derby una partita come le altre? Si, il campo è lo stesso, il pallone e l’arbitro sono gli stessi. Il discorso è diverso: il derby è fatto per i tifosi, giustamente. Purtroppo ho sentito che sarà senza curve e mi dispiace, perchè credo che il calcio sia fatto per gli spettatori”. Così Zdenek Zeman racconta le sue impressioni sul derby tra Roma e Lazio di domenica prossima.L’ex tecnico della Roma, intervistato per il sito web del quotidiano milanese, parla anche di Francesco Totti: “Se sono dispiaciuto di vederlo sempre in panchina? Lui sente utile ma magari altri decidono che non lo è più. Anche io due anni fa gli dissi: ‘E’ meglio lasciare finché sei il numero uno’. Invece capisco che ama la Roma e che vuole restarci finché può”.

Il tecnico boemo affronta anche il tema del doping e degli scandali che hanno coinvolto il calcio italiano negli ultimi anni: “Farmacie uscite dal calcio? Me lo auguro, anche se non ci sono delle certezze. Rispetto a Calciopoli sono cambiati pochi personaggi. Oggi forse c’è più attenzione ma visto lo scandalo calcioscommesse e il caso Catania non sta cambiando molto. Visto che mancano i soldi alle società, magari si stanno aggiustando con le scommesse. Non c’e l’ho con la Juventus, ce l’ho sempre avuta con chi ha fatto il male del calcio e certi personaggi, che a quel tempo erano nel club bianconero. Io della Juve sono sempre stato tifoso, sin da piccolo“. Qualche parola anche sulla bufera che ha investitoTavecchio: “Gli hanno teso una brutta trappola. Lui però, visto che è il presidente, non dovrebbe esprimersi così”.

Infine, qualche battuta sulla sua avventura al Lugano, nella massima serie svizzera: “C’è tanto da lavorare e cerchiamo di raggiungere il nostro obiettivo, che è la salvezza. Fuori dal campo c’è la pace, poche polemiche, mi lasciano in pace Qui non mi sento in esilio, è come essere in un Italia più ordinata e più civile. In Italia non sono stato capito dal sistema, che non voleva capire. Con la gente normale, quelli che non fanno parte del sistema, invece ho rapporti eccezionali”.

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Fonte: corriere.it

edwin iacobacci

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