A volte i leader possono essere (anche) silenziosi. Non serve urlare in campo, rilasciare dichiarazioni ad effetto fuori o segnare un gol a partita. Per non tornare troppo indietro nel tempo, Samuel ne è stato l’emblema. Uno di quei calciatori che parlava soltanto con gli occhi. Agli avversari bastava incrociare il suo sguardo gelido e inespressivo per girare a largo. Chi sta provando a ripercorrere le orme dell’argentino è Manolas. Uno che come l’ex Boca con le parole gioca poco, «perché sono greco e parlo sul campo». Caratterialmente e tecnicamente differenti, Kostas sta acquisendo quella sicurezza necessaria per diventare il leader del difesa della Roma. E la tifoseria inizia ad accorgersene e dimostra di apprezzare. Nell’Olimpico formato acquario delle ultime settimane, il boato con il Leverkusen quando ha recuperato 15-20 metri a Bellarabi lanciato a rete (ricordando Vierchowood) non ha avuto nulla da invidiare a livello di decibel all’urlo degli stessi trentamila per il rigore decisivo calciato da Pjanic.
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