(F. Balzani) – «È un Barcellona ingiocabile». Alla fine si è convinto anche Garcia. La navicella Roma ripiomba sul pianeta Terra dopo aver visto da (troppo) vicino le stelle del Barça che hanno chiuso i giochi dopo appena 17 minuti passando il resto del tempo a passeggiare sulle macerie e sul dejà vu psicotico dell’1-7 subito dal Bayern un anno fa. Una lezione pesantissima per Garcia, che fa ripiombare i giallorossi nello sconforto nonostante la bella notizia delle ore 20. Le due squadre, infatti, avevano esultato negli spogliatoi prima ancora di scendere in campo quando Turpin ha fischiato la fine di Bate-Leverkusen. Il pareggio aveva già qualificato gli spagnoli e messo i giallorossi nella condizione di potersi giocare in casa con i bielorussi la qualificazione senza dover guardare necessariamente all’altra sfida (a meno che la Roma non pareggi col Bate). Poi però per la Roma è arrivato il momento di scendere in campo, in un Camp Nou che ha riabbracciato Messi dopo quasi due mesi. Sua maestà la Pulce si sblocca al 17’ dopo che anche Suarez aveva timbrato il cartellino su assist di Dani Alves. Il dominio Barça è imbarazzante e continua per tutta la gara facendo sentire la Roma e il calcio italiano piccoli piccoli. Suarez (ancora), Piqué e di nuovo Messi prima della beffa Adriano (in estate vicino alla Roma) al 77’ su rigore respinto da Szczesny su Neymar e il gol della bandiera sulla campana di Dzeko che prima però se ne era divorati altri due (uno dagli 11 metri).
Garcia cerca di vedere qualcosa di positivo: «La buona notizia della serata è arrivata prima della partita, il destino è tra i nostri piedi. Ci voleva un miracolo per vincere qui. Il Barça è nel migliore momento della sua forma, armata incredibile, squadra stratosferica. In questo momento in casa del Barcellona è ingiocabile. Ora servirà battere il Bate se vogliamo gli ottavi, c’è solo questo da fare nel futuro. Non sono preoccupato per niente. Non c’è niente da paragonare tra questa e la sconfitta col Bayern in casa. Siamo arrivati con tanta umiltà, ci abbiamo provato in tutti i modi, Si poteva far meglio sull’uso della palla». Duro Maicon: «Non abbiamo fatto nulla, abbiamo difeso per 90’ e il 6-1 è pure poco per come abbiamo giocato». Sabatini prova a minimizzare: «Non ci saranno contraccolpi stavolta», mentre Florenzi chiede: «Contraccolpi? Non parlatene così non ci viene».
Luis Enrique, come Guardiola lo scorso anno, prova a rincuorare la sua ex squadra: «Ci hanno affrontati nel nostro miglior momento. Sono contento se la Roma si qualificherà, dipende solo da loro».
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