IL+MESSAGGERO+La+solitudine+di+Dzeko%2C+centravanti+in+attesa+di+un+pallone
asromaliveit
/2015/12/14/il-messaggero-la-solitudine-di-dzeko-centravanti-in-attesa-di-un-pallone/amp/

IL MESSAGGERO La solitudine di Dzeko, centravanti in attesa di un pallone

Dzeko

(M. Ferretti) – La solitudine di Dzeko, per nulla paragonabile a quella dei numeri primi, è qualcosa che turba l’anima, arrivando a corrodere il sistema nervoso. Non sta scritto da nessuna parte, del resto, che un centravanti debba vivere (giocare no, per carità…) una mini partita tutta sua all’interno della grande partita, eppure il bosniaco dal sorriso ormai tramontato è costretto sistematicamente a farlo. Dato che il calcio è un gioco collettivo, anche la punta più avanzata dovrebbe partecipare all’evento, dando il suo contributo in funzione e in virtù delle sue qualità. Nella Roma, invece, Dzekonon fa parte del gioco. Abbandonato a se stesso per via di un piano tattico che non prevede una manovra finalizzata ad innestare la punta centrale. Si dice: Dzeko non segna. Non esiste al mondo, però, un attaccante che faccia gol senza ricevere il pallone. Per bucare il portiere avversario occorrono due cose fondamentali: avere la possibilità di calciare il pallone e spedirlo nello specchio della porta. Due cose che Dzeko non sa neppure che cosa siano. Se un centravanti trascorre più di un’ora e mezza a rincorrere il centravanti nemico (è accaduto anche questo, al San Paolo) o a fare a botte col centrale avversario, il gol o anche solo la possibilità di far gol diventa utopia.

GLI STRUMENTI DEL GOL Arduo, se non impossibile, zittire le critiche se/quando non si hanno gli strumenti adatti per farlo: Edin, prima della sfida con il Bate, è stato fin troppo generoso, assumendosi la totale responsabilità della sua scarsa vena realizzativa, ma non v’è dubbio che in quella circostanza abbia peccato di generosità. Dzeko, in carriera, ha segnato quasi tutti i suoi gol dall’interno dell’area avversaria: se lo si costringe ad improbabili e dispendiose rincorse a tutto (metà) campo alla ricerca del pallone lanciato quasi a casaccio dalla difesa si azzera il suo potenziale. Va bene mettersi al servizio dei compagni, va benissimo aiutare la squadra a proporre la manovra (manovra?), ma non può esser che debba essere costantemente lui a giocare per la Roma e non la Roma per lui. A Napoli, la Roma ha chiuso la partita (gol annullato a De Rossi a parte) senza mai metter paura al non giudicabile Reina: tutta colpa di Dzeko? Macchè. Colpa di un gioco offensivo che non esiste e della voglia di pensare primo a non prenderle. Tutto comprensibile, non c’è dubbio; a parte l’eventuale bocciatura di Dzeko, triste e solitario. E incolpevole.

edwin iacobacci

Published by
edwin iacobacci

Recent Posts

Chiesa torna in Serie A: c’è anche la Roma nella corsa a tre

Non decolla l'avventura di Federico Chiesa al Liverpool e mai come questa volta un suo…

2 ore ago

Manchester United-Roma, Gollini a rischio: le ultime sul portiere

Giallorossi in ansia per le condizioni fisiche del portiere romanista Non c'è davvero pace per…

4 ore ago

Manchester United-Roma inizia sul mercato, ma Liverpool e Milan non mollano

All'orizzonte si prospetta una doppia sfida incrociata di calciomercato.it tra Serie A e Premier League…

5 ore ago

Inter e Roma, è già chiusa: hanno raggiunto un accordo

Le ultime indiscrezioni di calciomercato coinvolgono nerazzurri e giallorossi: intesa trovata Divise da un solo…

8 ore ago

Tris vincente per battere il Milan: “Endrick ha messo la Roma al primo posto”

L'attaccante brasiliano è ricaduto nel dimenticatoio e può partire a gennaio Dopo l'acuto all'Olimpico contro…

11 ore ago

Lesione multipla per l’attaccante: la Roma diventa un miraggio

Infortunio grave proprio nel momento migliore, tegola pesantissima La iattura degli infortuni non ha ancora…

22 ore ago