Darcy Norman è stato uno dei fiori all’occhiello dell’ultima campagna acquisti. Arrivato a Trigoria con un anno di ritardo (era in ballo con Rongoni già nell’estate del 2014) per volontà della società, è stato preceduto dalla nomea tarantiniana «Sono Wolf, risolvo problemi». Il canadese ci sta provando: ha cambiato il modo di lavorare del gruppo, ha istituito a Trigoria una sorta di Roma-Lab, ha fatto acquistare nuovi macchinari, si è circondato di persone fidatissime legate a Pallotta (Ed Lippie), ha introdotto innovativi metodi di lavoro concentrandosi sull’atteggiamento mentale, sul movimento, sulla nutrizione e sul recupero dei calciatori. Ma la Roma, attualmente, corre poco (peggio solo il Carpi) e vince pochissimi contrasti.
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