«Io capitano? Quella fascia l’hanno indossata Totti e De Rossi. Pesa, ma sono pronto. Con loro avevi più personalità in campo e fuori, si è perso qualcosa. Con me, Kolarov, Fazio, Mirante e Florenzi ci sono tanti giovani, ora tocca a noi indirizzarli». Edin Dzeko, il bomber della Roma, non si tira mai indietro quando c’è da prendersi delle responsabilità. In estate era pronto a lasciare la capitale per accasarsi all’Inter, ma alla fine è stato convinto da Fonseca, che gli ha affidato un ruolo centrale nel progetto del club giallorosso.
Dzeko ha parlato anche del giocatore di maggior talento sul quale oggi la Roma può contare, vale a dire Nicolò Zaniolo. «Il primo giorno in allenamento andava a mille. E così ha continuato. Il talento ce l’ha, ma deve migliorare. È un bravo ragazzo – ha detto il bosniaco – e deve essere grato alla Roma, ora non deve pensare al futuro. Magari un giorno andrà altrove, gli ho detto di guardare avanti e non accontentarsi mai».
Chiusura sugli episodi di razzismo che si susseguono negli stadi italiani. «Certi cori non li comprendo proprio. Ho giocato con ragazzi di ogni paese, siamo tutti fratelli. Non capisco che cosa abbiano in testa, certa gente deve stare a casa. Allo stadio non ci serve» ha detto Dzeko.
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