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Roma, parla José: “La voglia di vincere è nel mio dna”

Il tecnico portoghese ha rilasciato un’intervista al Times in vista dell’inizio degli Europei ormai alle porte.

José Mourinho (Getty Images)

Il nuovo allenatore della Roma, José Mourinho, deve ancora arrivare nella capitale italiana, ma sta già lavorando in sinergia con la proprietà giallorossa e Tiago Pinto in vista dell’inizio della prossima stagione.

Intanto però al Times ha rilasciato una lunga intervista, nella quale lo Special One ha parlato degli Europei (che inizieranno proprio stasera, con partita inaugurale all’Olimpico di Roma tra Italia e Turchia) e non solo.

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Mourinho: “C’è bisogno che tutti condividano i tuoi valori”

José Moruinho (Getty Images)

Come appena detto, José Mourinho ha rilasciato un’intervista al Times in vista dell’inizio imminente di Euro 2020. “Non credo ci saranno sorprese. Per me Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna, Inghilterra, Portogallo sono tutte sullo stesso livello. 

Ma come fa a ottenere il massimo dai suoi giocatori? “È facile quando i giocatori, la società e lo staff condividono i tuoi valori. Questo è importantissimo. E’ inutile punire chi sgarra, basta che l’ambiente condivida determinate priorità. La voglia di vincere è nel mio dna. Io non ho mai conosciuto una persona che ha più voglia di vincere e più passione di me. Sono fatto così. Io non ho bisogno di vincere un altro trofeo per dimostrare il mio valore. Si va avanti per passione, per fame, per voglia”.

Sui quattro centravanti più forti dell’Europeo, Ronaldo, Kane, Lukaku e Benzema, ha detto:

Su Romelu Lukaku

“Questi due anni all’Inter gli hanno dato la statura e la fiducia in se stesso che prima non aveva. Al Chelsea era ancora un ragazzino. Al Manchester United era in fase di sviluppo. All’Inter è diventato il top man. È un ragazzo fisicamente così forte, ma c’è anche un bambino dentro che ha bisogno di amore, di supporto, di sentirsi importante. In questo periodo all’Inter ha alzato il suo gioco basandosi su questo lato emotivo delle cose. Ora è un giocatore sicuramente migliore e più forte, soprattutto tatticamente. È un grande momento per dimostrare al mondo la sua evoluzione“. 

Su Cristiano Ronaldo

“Che dire? Ha 36 anni ed è stato ancora comodamente il capocannoniere della Serie A la scorsa stagione con 29 gol con la Juventus. Questo ti dice quanto abilmente abbia adattato il suo gioco da attaccante. Non lo vedi allargarsi con la palla a destra o a sinistra, fare diagonali e attaccare con quei dribbling, ma può ancora risolvere le partite e segnare molti gol. La sua efficienza nella rifinitura è incredibile. Cristiano, soprattutto in nazionale, gioca da numero 9 con un po’ di libertà di movimento. Nella squadra portoghese il leader è lui, l’uomo principale. Il problema non è quando c’è Cristiano ma quando non ci sarà.

Su Karim Benzema

“Probabilmente è l’unico numero 9 che conosco a non essere egoista nel suo gioco. Karim è un ragazzo molto dolce, calmo. Un vero uomo di squadra. Quando guardi la squadra francese e immagini Antoine Griezmann e Kylian Mbappé che giocano con Benzema, penso che possa essere qualcosa di grandioso. Sta invecchiando ma il suo corpo sembra più giovane. Si prende una cura incredibile della sua salute. È un professionista fantastico”.

Su Harry Kane

“La cosa buona di questi giocatori è che sono anche molto intelligenti. Capiscono molto bene il calcio e capiscono dove possono influenzare di più il gioco. Harry Kane può essere qualsiasi cosa. Se gioca con ali a cui piace attaccare lo spazio, sente chiaramente che il modo in cui può influenzare di più il gioco è quello di andare in profondità e lasciare che altri attacchino per poi arrivare in area in una fase successiva. È un ragazzo a cui piace dialogare con gli allenatori e ha le conoscenze tattiche per adattarsi“.

Stefano Valente

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