Oltre alle novità di mercato il lavoro di José Mourinho e Tiago Pinto ha trasformato anche il centro sportivo di Trigoria.
Quando all’inizio di maggio la Roma ha annunciato l’arrivo di José Mourinho l’indicazione sul compito del tecnico portoghese è stata molto chiara: costruire una mentalità vincente. Un lavoro di pianificazione che ha bisogno di attenzione quotidiana, impegno e cura dei dettagli. L’impegno dello Special One da questo punto di vista è una certezza. Così come è sicuro che il tecnico portoghese possa contare nella costruzione di questa mentalità sul supporto del General Manager Tiago Pinto. Ancora ieri nella conferenza stampa successiva alla chiusura del calciomercato il dirigente giallorosso ha sottolineato alcuni aspetti centrali del suo operato.
Le trattative in entrata e in uscita, il lavoro sui rinnovi, certo. Ma la coppia Tiago Pinto – Mourinho pare intenzionata a non lasciare nulla al caso. Lo testimoniano anche le novità che recentemente hanno cambiato l’aspetto del centro sportivo di Trigoria.
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L’ultima novità in ordine di tempo è un grande telone su cui campeggia l’enorme scritta As Roma. E’ stato piazzato sul cancello elettrico dell’accesso carrabile al centro sportivo. La ragione è semplice: tutelare la privacy di chi è all’interno. Proprio da quel cancello tifosi e giornalisti per tanto tempo hanno sbirciato per rubare qualche informazione. Ora non sarà più possibile riconoscere chi arriva a Trigoria, magari un procuratore presente per portare avanti trattative di rilievo. Ma le novità riguardano anche gli interni. Come sottolinea Il Corriere dello Sport sui muri del centro sono ora stati impressi i princìpi cui la nuova proprietà intende fare riferimento: “appartenenza” e “lealtà” sono le parole che si leggono ora a grandi caratteri a Trigoria. La mano del G.M. ha trasformato anche la sala conferenze, che si presenta ora con tante novità tecnologiche.
Infine il campo d’allenamento, su cui campeggia una grande scritta motivazionale: “Per la maglia, per la gente, per la Roma“. Parole che intendono insistere su quel senso d’appartenenza tanto caro alla famiglia Friedkin e decisivo per il lavoro di José Mourinho.
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