Edin Dzeko è tornato a parlare dei giorni immediatamente precedenti al suo addio alla Roma e del suo rapporto con Mourinho.
La Roma torna domani in campo contro il Sassuolo dopo l’eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Inter. Un match non banale, quello di martedì scorso, per José Mourinho, tornato per la prima volta da avversario a San Siro contro la sua ex squadra. L’allenatore, che a inizio partita ha salutato il pubblico che inneggiava al suo nome, non ha però lasciato molto spazio ai ricordi e al passato, cercando di vincere un match che valeva la semifinale.
Oggi, durante la conferenza stampa prima della sfida al Sassuolo, Mourinho è tornato sulla partita contro l’Inter, sottolineando come la prova della sua squadra gli sia piaciuta per larghi tratti della partita. Se alcuni episodi fossero andati diversamente, ha spiegato il tecnico, la partita sarebbe potuta cambiare. Ma il match disputato martedì non ha visto solo Mourinho nelle parti dell’ex di turno: anche Edin Dzeko, chiaramente a parti invertite, sfidava il proprio passato.
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E proprio l’attaccante bosniaco, due volte in gol contro la Roma nelle due sfide disputate in stagione, nei giorni scorsi è tornato a parlare del proprio passato giallorosso. Intervistato dal Daily Mail, l’attuale numero 9 dell’Inter ha ricordato la sua esperienza nella Capitale, in particolare ripensando ai giorni che hanno portato al suo addio, la scorsa estate. Parole sulle quali Mourinho, interpellato in conferenza stampa, non si è voluto pronunciare. “Non voglio sapere cosa ha detto Dzeko“, ha tagliato corto lo Special One.
“La scorsa estate mi sono detto: non vado da nessuna parte“, ha affermato Dzeko. “L’anno precedente c’era stato qualcosa con la Juventus, due anni fa con l’Inter era quasi fatta. Ma l’estate scorsa, dopo l’arrivo di Mourinho, ero convinto di rimanere alla Roma“. Poi l’attaccante ha ricordato le conversazioni che avrebbe avuto con il tecnico portoghese: “Avevo parlato con lui al momento del suo arrivo e sapevo che mi restava un solo anno di contratto. Era un onore avere un allenatore del suo calibro alla Roma. Gli ho detto: ‘io sono qui e darò tutto per te e per la squadra. Ma visto che sono all’ultimo anno di contratto, se venisse fuori qualche offerta potremmo prenderla in considerazione?’. Nel giro di qualche giorno è arrivato Tammy Abraham, e io sono finito all’Inter“. Parole che per altro non rispecchiano l’andamento degli eventi: lo sbarco di Abraham in giallorosso, infatti, fu successivo al suo passaggio all’Inter.
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