Dan e Ryan stanno cercando di portare avanti nel migliore dei modi la missione per costruire lo Stadio della Roma a Pietralata
Nella giornata di ieri era circolata la notizia di un possibile interessamento da parte del miliardario Tom Barracks nella Roma. Il magnate avrebbe strizzato l’occhio ai Friedkin, che hanno chiuso uno dei peggiori bilanci nella storia della società. Le spese avute nell’ultimo periodo e già in estate era stato cercato di migliorare la situazione. Tiago Pinto, infatti, ha effettuato un calciomercato all’insegna della sostenibilità.
Con soli 8 milioni sono approdati a Trigoria ben 7 giocatori, a fronte di circa 11 giocatori ceduti o riscattati da altre società. A parametro zero, poi, sono stati presi giocatori del calibro di Nemanja Matic, Mile Svilar, Andrea Belotti e Paulo Dybala. Il primo è diventato un pilastro del centrocampo, mentre il secondo sta crescendo alle spalle di Rui Patricio. L’attaccante ex Torino non è riuscito a incidere come molti speravano, mentre l’argentino ha segnato la prima parte di stagione e questo inizio di 2023 con le sue giocate. a questi si aggiunge Georginio Wijnaldum, preso in prestito dal Paris Saint-Germain, out per un infortunio.
Una serie di affari sostenibili che hanno reso chiara l’intenzione della società: risparmiare e tagliare le uscite. Per questo trovare dei soci pronti a investire potrebbe essere l’idea perfetta per i Friedkin, che hanno anche intenzione di costruire uno stadio per la Roma. L’iter per dare una nuova casa alla società è cominciato da diversi mesi e il progetto si sta scontrando con la burocrazia italiana, che sembra molto più permeabile rispetto a quella presentata dalla Giunta precedente.
Come riporta la Gazzetta dello Sport però, i Friedkin non stanno cercando dei soci da poter far entrare con delle quote nella Roma. Dan e Ryan sono convinti di mantenere il controllo della società senza aver bisogno di essere affiancati.
L’intento dei due è quello di trovare possibili partner per lo stadio. Visto che l’investimento previsto sarà di circa 600 milioni, la proprietà ha intenzione di cercare un partner che li possa aiutare nel progetto. In ballo, poi, ci sono anche i naming rights dell’impianto. Una volta concluso l’iter di approvazione, la questione entrerà nel vivo, anche se non dovrebbe succedere prima del 2024.
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