A poche ore alla sfida tra Roma e Juventus, le voci riguardanti i diversi filoni di inchiesta concernenti i bianconeri continuano a far rumore.
Il fischio d’inizio di Roma-Juventus è ormai sempre più vicino. Il posticipo in programma all’Olimpico si prospetta come un banco di prova per entrambe le formazioni. Un autentico punto di non ritorno al quale i giallorossi vogliono rispondere presente.
Al netto dei quindici punti di penalizzazione, però, la compagine di Allegri è riuscita a risollevarsi in classifica, strappando un filotto di risultati utili consecutivi che ha rilanciato Di Maria e compagni. Con la vittoria in occasione del derby di Torino, ad esempio, i bianconeri “vedono” il quarto posto, distante dieci lunghezze. Nel frattempo, però, a calamitare attenzioni mediatiche importanti continuano ad essere le vicende extra-campo legate alla Juventus. Oltre alla questione plusvalenze, infatti, anche la manovra stipendi si è presa le luci della ribalta.
A fare chiarezza su questo tam tam mediatico ci ha pensato l’avvocato Angelo Cascella, che intervenuto nel corso della diretta di calciomercato.it in onda sul canale Twitch di TV PLAY si è espresso in questi termini sull’argomento: “Cosa rischia la Juventus? Avevo letto che quelle apparse su Repubblica che fossero dichiarazioni rilasciate alla Procura di Torino recentemente, laddove tutto il fascicolo trasmesso da Torino alla Procura Sportiva della FIGC risale ai mesi precedenti. Probabilmente questo non rientra nell’oggetto finora preso in esame dalla Federazione e che quindi è stato oggetto dell’impugnazione.”
Cascella ha poi continuato: “Distinguiamo sempre il discorso sportivo da quello morale, penale e civile. Sento una strana aria. Mi sorprende che ci siano stati pareri di semi-colleghi rispettabili e di grande professionalità che hanno battuto molto su aspetti procedurali laddove comunque si dimentica di considerare che parliamo di una giustizia domestica, di una giustizia sportiva che ha propri canoni, proprie tempistiche che non coincidono con quella ordinaria, penale o civile che sia. Il grado di prova che è importante per considerare un reato nell’ambito sportivo non è certamente quello penale. Le considerazioni che possono essere alla base di una pronuncia sportiva non devono essere necessariamente le stesse che portano ad una condanna penale o civile .”
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