L’abolizione del Decreto Crescita sta provocando un panico condiviso da tutte le società della Serie A e Claudio Lotito si è espresso in merito, portando come esempio emblematico i suoi acerrimi rivali capitolini
I 20 club della Serie A sono compatti nel tentativo di disincentivare l’abolizione del Decreto Crescita, che porterebbe inevitabilmente ad un impoverimento della massima lega italiana.
In questo senso, Claudio Lotito si è espresso senza mezzi termini, tirando in ballo il mercato dei cugini romani, che, se il governo avesse applicato tali manovre in precedenza, non avrebbero potuto beneficiare di alcuni degli elementi più importanti per la società.
Nel corso di un’intervista a La Stampa, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha ribadito la posizione che in questo momento vede unita l’intera compagine dei club di Serie A, secondo cui l’abolizione del Decreto Crescita, portata avanti dal governo, significherebbe un terremoto economico non indifferente per le società, a partire proprio da quella dei rivali storici di Lotito: “Tu mica importi il ragazzino che prende 50 euro, importi i campioni. Quindi vai anche a mortificare la competitività del calcio italiano. Se tu oggi hai possibilità di avere Lukaku… gioca con la Roma, no? Lukaku col cavolo che lo pijavi!”. Secondo il governo, infatti, sarebbe più saggio interrompere quell’agevolazione che permette ai club nostrani di importare giocatori dall’estero, godendo di un importante ammortizzatore economico sulle tasse degli stipendi. Dunque, Lotito difende in prima linea la possibilità per la Roma di beneficiare di tali agevolazioni economiche, ma, nel farlo, evidenzia la dipendenza della Roma dalle personalità citate, senza le quali, i giallorossi sarebbero in evidente difficoltà.
Lotito prosegue, citando anche l’allenatore giallorosso: “Hai capito qual è il problema? Mourinho non lo pijavi! Perché Mourinho si avvale di questa norma. Hai capito? Così crei un danno alle società: senza Mourinho e Lukaku la Roma è morta”. Lotito entra nel merito, portando un esempio concreto: “Tu sei un ricercatore andato all’estero perché in Italia non avevi spazio. A un certo punto diventi un punto di riferimento, torni in Italia con tutta la famiglia, hai un abbattimento delle tasse del 25%. È un vantaggio anche per lo Stato perché le tasse le paghi qui, mentre prima erano soldi all’estero. Ora all’improvviso che si fa, si cambia la norma? Va bene, aboliamola, ma almeno a decorrere dl 2028 rispettando i contratti firmati. Dannoso per il settore giovanile italiano? A sto punto si gioca con le pappe!”.
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