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Assenza sfiorata per Daniele De Rossi, che vede rientrare una pedina di primaria importanza in vista della partita con il Torino

La classifica è corta, soprattutto guardando verso il basso, e, di conseguenza, ogni possibile punto perso in mezzo alla strada, specie in questo momento della stagione, sembra pesare come un macigno sulla testa di Daniele De Rossi.

Per ora, la sua avventura in giallorosso non ha generato alcuna reale delusione nei cuori dei sostenitori capitolini – se non la sconfitta con l’Inter di Simone Inzaghi, che in realtà pareva aver restituito più il sapore di un piccolo capolavoro sfiorato (i giallorossi erano in vantaggio fino al 56esimo) che quello di un’amara sconfitta – e la piazza pare soddisfatta, non soltanto per quanto concerne i risultati scaturiti dalle quattro vittorie sui cinque appuntamenti di campionato affrontati sinora da DDR, ma anche per le dolci rivoluzioni che l’ex capitano della Roma ha inaugurato sin dal suo primo giorno da allenatore nel centro sportivo Fulvio Bernardini.

Adesso, con Lazio, Fiorentina e Napoli che soffiano forte sul collo di DDR, la partita in casa con il Torino di Juriç, programmata per domenica 26 febbraio alle 18:30, risulta un tassello importante per continuare ad alimentare il mosaico di positività assemblato da De Rossi. La faticosa partita con il Feyenoord di Slot, culminata in un’inebriante qualificazione agli ottavi di finale dell’Europa League, è costata fatica mentale e fisica ai giallorossi, tra i quali spiccano alcuni esponenti a rischio per la partita con i piemontesi.

Pellegrini prima spaventa la piazza, poi torna in gruppo

Sudore, rabbia, intensità, lucidità e istinto in generose dosi hanno caratterizzato il ritorno dei playoff con gli olandesi del Feyenoord, i quali hanno costretto i giallorossi a protrarre la sfida fino ai calci di rigore. Uno di quegli esiti poco raccomandabili, per un duplice motivo: in primis a causa della pericolosa giostra dei calci di rigore – che la Roma è riuscita a razionalizzare grazie ad una prestazione sontuosa di Mile Svilar – e in secondo luogo per via degli incombenti appuntamenti della stagione, che rischiano inevitabilmente di pesare sulla condizione di alcuni esponenti di spicco della rosa.

L’assenza di Lorenzo Pellegrini, all’interno del gruppo di allenamento che si è svolto ieri a Trigoria, ha fatto preoccupare in molti, che si erano già precedentemente insospettiti al momento dell’uscita del numero 7 al 71esimo di Roma-Feyenoord. Difatti, nella giornata di ieri Pellegrini ha svolto un allenamento differenziato, il che sembrava preannunciare una possibile assenza contro i granata.

L’importanza di Lorenzo Pellegrini nel sistema di gioco di DDR è ormai un dato assodato. La possibilità di spaziare sulla trequarti avversaria con un’inedita libertà di movimento, unita al riposizionamento da mezzala e ad un approccio sensibilmente più offensivo della squadra, pare aver giovato platealmente al rendimento del capitano giallorosso. Non a caso, al momento dell’uscita contro il Feyenoord, in molti hanno temuto che si trattasse di un segnale poco incoraggiante per i futuri impegni giallorossi. Tuttavia, nella gallery pubblicata sul sito uffciale della Roma in occasione dell’allenamento odierno, alla vigilia della sfida, compare proprio il capitano, il quale è tornato in gruppo. Al contrario, Diego Llorente non si è unito ai compagni, il che porta facilmente a pensare che sarà N’Dicka a prendere il suo posto nella sfida con i piemontesi.

Leonardo Marcucci

Laureando in Lettere, la mia infanzia si è consumata in una piacevole convivenza tra calcio e cinema. Tuttavia, a differenza di molti, nel mio caso la scrittura non è mai stata un piacevole ripiego ad una sfumata carriera da calciatore o regista, ma, al contrario, l’obiettivo è sempre stato chiaro e univoco: diventare un giornalista. Affetto da una grave patologia che mi impedisce di assistere ad una qualunque manifestazione umana, senza ritrovarmi a fare ordine tra una sequela di analisi e conseguenti giudizi (alle volte dissonanti tra loro), ho sempre individuato nel giornalismo la pratica più proficua e stimolante per tentare di unire l’utile al dilettevole.

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