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Lazio, rissa a fine partita e lunghe squalifiche prima della Roma

Ecco cosa rischia la Lazio di Sarri dopo la controversa partita di ieri con il Milan di Pioli. Derby a rischio per alcuni?

Una serata stregata per la Lazio di Sarri rischia di complicare ulteriormente quella che sembra divenire una stagione potenzialmente disastrosa, in cui il peso del cammino in Champions League è ormai cruciale, anche e soprattutto al fine di determinare il futuro dell’allenatore toscano e il verdetto dei tifosi biancocelesti sulla gestione dei vertici.

Luca Pellegrini of Lazio (Ansafoto)- Asromalive.it

La sfida con il Milan di Pioli, andata in onda allo Stadio Olimpico ieri sera – venerdì primo marzo dalle 20:45 in poi – sta facendo discutere sin dal triplice fischio dell’arbitro Di Bello, attualmente al centro di un uragano mediatico di dimensioni nazionali. Intanto, l’ombra della trasferta con il Bayern Monaco si avvicina e mister Sarri dovrà tentare di recuperare, nel giro di una manciata di giorni, la condizione psico-fisica consona ad affrontare la corazzata bavarese.

Marusić e Guendouzi rischiano più turni di stop

A prescindere dalla sconfitta contro un Milan tutt’altro che brillante, la partita di ieri sera della Lazio rischia di significare qualcosa in più rispetto alla mancata conquista dei tre punti. L’arbitro Di Bello, attualmente protagonista di innumerevoli polemiche sui social, ha condotto una gara complessa sotto il piano disciplinare, scegliendo la strada del cartellino facile, nel tentativo di chetare gli animi. Undici cartellini gialli (sei per il Milan, cinque per i biancocelesti) e tre rossi (tutti per i padroni di casa) estratti dall’arbitro originario di Brindisi, il quale è attualmente sotto una mastodontica lente di ingrandimento.

Fino all’inizio della ripresa si era trattato di una partita piuttosto pacifica, caratterizzata da una sola ammonizione rifilata a Luca Pellegrini. Al 57esimo, ecco l’episodio della discordia: Luca Pellegrini protegge palla, chiedendo a Pulisic di fermarsi per via di un calciatore biancoceleste a terra, l’attaccante rossonero in pochi istanti si avventa sul pallone, scippandolo al proprio avversario che, al posto di gettare il pallone in fallo laterale qualche istante prima, sceglie di trattenere il numero undici di Pioli. Di Bello si avvicina ed estrae il secondo cartellino per il terzino romano.

Adli e Matteo Guendouzi (Ansafoto) – Asromalive.it

Da quel momento in poi la partita si trasforma in una sequela di cartellini, in parte dovuti all’avvicinarsi del triplice fischio, ma anche all’inasprirsi di duelli verbali e insulti al direttore di gara. Difatti, i due rossi successivi, giunti sostanzialmente a fine partita, quando il Milan aveva faticosamente conquistato il vantaggio, sono stati assegnati a Marusić per proteste e a Guendouzi per condotto violenta (sempre nei confronti di Pulisic). La tensione, a quel punto, era alle stelle e, appena fischiata la conclusione del match, il centro del campo dell’Olimpico si è trasformato in uno scontro fisico tra alcuni calciatori biancocelesti e altri del Milan.

Si attende il comunicato del giudice ufficiale per scoprire se vi saranno ulteriori ripercussioni sulla rissa finale, ma ciò che è certo è che la Lazio dovrà affrontare l’Udinese senza i tre calciatori espulsi nel corso della serata di ieri. Non è affatto  da escludere che Marusić e Guendouzi, per via della condotta violenta, possano andare incontro a più turni di stop, il che metterebbe in dubbio la loro presenza anche nel match contro la Juventus (2 Aprile) e nel derby con i cugini romani, programmato per il 6 Aprile. Inoltre, una volta passata al vaglio l’ormai celebre rissa finale, il giudice sportivo potrebbe tirare fuori altri nomi da punire.

Leonardo Marcucci

Laureando in Lettere, la mia infanzia si è consumata in una piacevole convivenza tra calcio e cinema. Tuttavia, a differenza di molti, nel mio caso la scrittura non è mai stata un piacevole ripiego ad una sfumata carriera da calciatore o regista, ma, al contrario, l’obiettivo è sempre stato chiaro e univoco: diventare un giornalista. Affetto da una grave patologia che mi impedisce di assistere ad una qualunque manifestazione umana, senza ritrovarmi a fare ordine tra una sequela di analisi e conseguenti giudizi (alle volte dissonanti tra loro), ho sempre individuato nel giornalismo la pratica più proficua e stimolante per tentare di unire l’utile al dilettevole.

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