I Friedkin stanno dando delle linee guida da seguire in modo pedissequo per questa finestra di mercato: la Roma non potrà più farlo
Ghisolfi e De Rossi non possono guardare a tutti i profili che vorrebbero proprio perché devono rispettare un volere espresso dalla proprietà. Si tratta di un’inversione di tendenza importante rispetto al passato.
Il mercato della Roma deve ancora battere i primi colpi. Si parla tanto di diversi giovani che sarebbero sul taccuino di Ghisolfi (vedi lo spagnolo Sangaré del Levante) ma per ora non ci sono ufficialità. L’ex direttore del Nizza è operativo solo da un paio di settimane e con De Rossi stanno cercando di individuare i nomi giusti per alzare il livello qualitativo della rosa. Non sarà semplice cambiare circa un terzo della stessa, considerando fine prestiti e addii già prestabiliti, ma se si vuole essere competitivi è un passaggio obbligato.
Con l’arrivo di DDR sulla panchina giallorossa sono cambiate anche le prospettive e il modo di affrontare il mercato. Meno nomi di grido, anche avanti con gli anni e più investimento sullo scouting e sui nomi di fascia verde. Giovani affamati e con voglia di Roma, come hanno fatto sapere in modo ufficioso i Friedkin, dopo la riunione avuta a Trigoria con lo staff tecnico al gran completo.
Dan e Ryan Friedkin sono al momento occupati dall’acquisizione dell’Everton in Premier League, ma come fanno sapere l’impegno sulla Roma non cambierà di un centimetro. C’è però il bisogno di adottare un approccio diverso anche sul mercato. Come riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, infatti, non si potrà più andare avanti con i prestiti tanto cari a Tiago Pinto e Mourinho, che però qualche problema l’hanno creato.
Per soddisfare le richieste di profili di esperienza dell’allenatore portoghese, l’ex ds è andato incontro a dei clamorosi flop, tecnici ed economici. Lukaku ha rappresentato una buona eccezione, ma i parametri per il riscatto non potevano far pensare ad un investimento a lunga scadenza. In questo modo la Roma si ritrova ad affrontare lo stesso identico problema di 12 mesi fa. Al massimo i Friedkin hanno fissato in 2-3 il limite di prestiti da portare a casa, limitando anche gli acquisti a parametro zero. Serve patrimonializzare, investendo sui giovani e programmando un futuro a lunga scadenza. Ora la palla passa a Ghisolfi e sembra piuttosto bollente.
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