La presa di posizione in merito al futuro di Federico Chiesa suona come un’ulteriore sentenza. Non si torna più indietro: rivelazione in casa Juve
Uno dei tormentoni più caldi della sessione estiva di calciomercato della Juventus è tornato letteralmente ad accendersi. Ci stiamo riferendo ovviamente al futuro di Federico Chiesa: una bomba ad orologeria che sta calamitando indiscrezioni di mercato senza soluzione di continuità ormai da mesi.
Legato alla Juventus da un contratto in scadenza nel 2025 che non è stato ancora rinnovato, Chiesa sta continuando la sua preparazione con il resto del gruppo ma, a meno di clamorosi colpi di scena, non sarà convocato da Thiago Motta in vista dell’esordio stagionale contro il Como. La posizione della ‘Vecchia Signora’ non è mutata: Chiesa è considerato fuori dal progetto bianconero e si farà tutto il possibile per cederlo da qui al termine del mercato. Strada in discesa? Tutt’altro. Benché abbia recepito le mosse della società e le parole di Thiago Motta, il figlio d’arte sta provando a giocarsi le sue chances. Pur non avendo mai aperto all’ipotesi di un rinnovo ponte, Chiesa fino a questo momento non ha accettato alcuna destinazione. Vuoi per mancanza di offerte concrete dalla Premier League, sia per il desiderio di temporeggiare (da qui la sua reazione all’offerta della Roma). Per Chiesa, però, non c’è più posto alla Juve. A ribadirlo – in maniera indiretta ma neanche troppo velata – è stato l’amministratore delegato del club bianconero, Maurizio Scanavino.
Nel corso della lunga intervista rilasciata a Tuttosport, Scanavino ha toccato anche il tema riguardante il futuro di Chiesa, toccando i tasti della trasparenza e della volontà di dire le cose chiaro e tondo. Ecco quanto riferito dall’amministratore delegato della Juventus sull’argomento:
“Chiesa fuori dal progetto? Anche in questo caso è una questione di trasparenza, è inutile raccontare bugie quando tutti sanno la verità. Abbiamo rispetto dei nostri avversari e delle loro capacità di valutazione di certe situazioni. Quindi tanto vale essere trasparenti, no? Poi, come capita ovunque, si può essere non funzionali in una realtà e funzionalissimi in un’altra. Le decisioni sui giocatori dipendono dal modulo di gioco, dalle scelte dell’allenatore, da fattori umani e da fattori economici”.
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