Giungono notizie di rilievo sulla complessa situazione che vede come protagonisti Matias Soulé e Paulo Dybala
Dopo un’inizio di campionato a dir poco turbolento, la stagione della Roma sembrerebbe essersi temporaneamente raddrizzata nel corso delle ultime due settimane, durante le quali sono arrivate due vittorie di fila in Serie A e un pareggio da non disdegnare in Europa League (soprattutto considerando la qualità dell’avversario e lo svolgimento vero e proprio della partita, durante cui i giallorossi hanno tendenzialmente dominato sotto diversi aspetti).
Adesso, tuttavia, per Juric sarà necessario superare brillantemente una serie di prove del nove rivelatrici, in grado di definire una volta per tutte la bontà della scelta compiuta dalla dirigenza giallorossa al momento dell’esonero di Daniele De Rossi.
Di certo, anche nel caso di una lunga serie di trionfi da parte di Juric, sarà complesso escludere a priori la possibilità che DDR potesse fare altrettanto, ma, quantomeno, i tifosi giallorossi potranno consolarsi con dei risultati consistenti.
Le potenzialità sono evidenti – basta dare un rapido sguardo all’altisonante rosa assemblata da Florent Ghisolfi nel corso delle scorse settimane -, ma sarà necessario definire una serie di questioni scottanti, tra le quali spicca senza dubbio alcuno quella relativa all’impiego di Matias Soulé all’interno dell’undici titolare o quantomeno a partita in corso.
Credere che Matias Soulé potesse ambientarsi senza alcun intoppo all’interno di un contesto sensibilmente più complesso rispetto a quello di Frosinone, con l’ingombrante presenza di Paulo Dybala in rosa e con un cambio di modulo indubbiamente penalizzante, era pura utopia, a prescindere dalle qualità squisitamente calcistiche e dalla dimensione dell’investimento compiuto dalla presidenza Friedkin.
Per ora, difatti, sono soprattutto due le constatazioni possibili: Soulé ha davvero una generosa dose di talento; Soulé ha un disperato bisogno di fiducia. La qualità del tocco è tanto evidente, quanto la pesantezza mentale con cui il fantasista argentino affronta ogni scelta in campo. Un contesto che dovrà certamente cambiare per permettere al numero 18 giallorosso di recuperare quella necessaria lucidità che ne fece il leader tecnico del Frosinone di Di Francesco.
Per ora, tuttavia, le lacune manifestate da Soulé nel rettangolo verde hanno convinto la nazionale argentina a lasciarlo a casa nel corso dei prossimi impegni da consumare contro Venezuela e Bolivia. Al contrario Paulo Dybala, la cui condizione fisica sembrerebbe essere definitamente recuperata, è stato chiamato a unirsi alla selezione biancoceleste, a cui prenderà parte anche Leandro Paredes.
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