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Juventus, boomerang Thiago Motta: così l’esonero è inevitabile

Juventus, boomerang Thiago Motta: in questo modo l’addio anticipato, con esonero, è davvero inevitabile. Ecco cosa sta succedendo dentro i bianconeri 

L’ennesimo pareggio di una stagione che ormai si può definire totalmente compromessa, è un segnale che il piano della Juventus, vale a dire quello di dare alla squadra un Dna diverso dal solito, è praticamente fallito.

Motta sta facendo quasi come Maurizio Sarri. Anche se, c’è da dire, che l’ex tecnico della Lazio almeno lo scudetto lo aveva vinto. Ma in che senso sta facendo come il toscano? Alla domanda la risposta è questa: non sta riuscendo intanto a dare quel gioco tanto sognato, e non sta riuscendo ad entrare in empatia con l’ambiente. A quel tecnico non bastò nemmeno il tricolore per salvare la propria panchina e se Motta dovesse continuare in questo modo è evidente che non ci sia possibilità di permanenza in bianconero.

Juventus, Motta peggio di Fonseca

E a dire la propria sul momento della Juventus ci ha pensato anche il direttore di Telelombardia Fabio Ravezzani. “La Juve pareggia ancora, pareggia troppo, pareggia quasi sempre. Motta fa anche peggio di Fonseca col Milan. Metterlo in discussione non è più esercizio di vedovanza allegriana. È un atto dovuto. O cambia o la Juve dovrà cambiare lui presto o tardi”.

Insomma, ormai il destino di Motta sembra essere deciso anche perché, la Juventus, in questo momento, non è che dia tutti questi segnali di poter cambiare nello spazio di pochissimo tempo. Anzi, all’orizzonte ci sono Atalanta e Milan in una settimana, poi il ritorno della Champions League, e poi il Napoli. Sfide decisive, difficilissime, e che possono contribuire ad un allontanamento immediato. Una Juve che dà la possibilità al Torino di vincere la partita, o che dà la sensazione al Torino di potercela fare, non si vedeva da anni. Perché nel derby praticamente è successo questo: i granata, al posto di chiudersi dietro negli ultimi minuti, oppure tenere il pallone lontano dalla propria area di rigore, hanno cercato in tutti i modi di vincere la partita. Una cosa che non si vedeva da tempo. E, oltre il risultato, è questo il segnale che dovrebbe fare sicuramente riflettere.

Giuseppe Mustica

Classe '88, nato e cresciuto in Calabria, seguo da sempre lo sport e in particolare il calcio, ma sono innamorato anche del ciclismo. Mi piace raccontare i fatti, annusando la notizia e verificandola. E ovviamente seguo la Roma, anche quella femminile

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