Emergono novità sul chiacchierato tema relativo al prossimo allenatore della Roma. Ecco i nomi segnati in rosso sul taccuino di Ranieri
Non c’è nulla da fare… Quando la Roma è in difficoltà e occorre recuperare la faccia salvando una stagione non c’è cosa migliore di Claudio Ranieri. La sua esperienza da allenatore giallorosso parla chiaro: in tutte e tre le esperienze sulla panchina capitolina è subentrato in corsa, tentando di sopperire ai disastri di qualcun altro.
La prima volta, nella lontana stagione 2009/10 accarezzò persino lo scudetto fino all’ultima giornata e la Coppa Italia (entrambi sottratti all’ultimo respiro dall’Inter del triplete di Mou), nel 2019 riacciuffò la zona Champions e quest’anno è persino riuscito a far recuperare una dignità ad una stagione che si candidava con vigore a divenire la peggiore stagione della recente storia giallorossa.
A fine stagione, inoltre, Sir Claudio salirà in dirigenza, per influenzare l’avvenire giallorosso dai piani alti, dove in molti credono che occorra la presenza di una figura di esperienza che coinvolga anche il sentimento nei confronti della maglia e non soltanto dello stipendio da portare a casa. La sua figura, come comunicato più volte, sarà la più influente per quanto concerne la scelta del nuovo allenatore e, di recente, sono emerse novità di rilievo in tal senso.
La bomba lanciata di recente da Gianpiero Gasperini è senza dubbio alcuno il tema più chiacchierato di questa domenica giallorossa e, difatti, tra i vicoli della città eterna si è accesa la diatriba tra chi non desidera altro che l’attuale mister della Dea e chi, al contrario, non riesce a passare oltre ad un carattere piuttosto complesso e controverso.
Intanto, sull’edizione odierna de Il Messaggero, è spuntato un nuovo nome oltre a quelli già inflazionati nelle scorse settimane (Farioli, Allegri e ora persino un insofferente Conte): Vincenzo Italiano.
Il tecnico del Bologna, secondo quanto riportato dal quotidiano romano piace a Sir Claudio, il quale, con l’ex Fiorentina, avrebbe aggiunto un altro cosiddetto ‘giochista’ alla sua lista. L’allenatore classe 1977, difatti, proprio come nel caso di Gapserini – capace di trasformare l’Atalanta in una delle formazioni più frizzanti e estetiche del calcio contemporaneo – è rinomato per la sua partiocolare propensione alla fase offensiva, alla quale riserva particolare attenzione.
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