Emergono novità di rilievo in relazione alla controversa ricerca di un successore di Thiago Motta. Ecco le ultime da Vinovo
A prescindere da quello che si può pensare in merito all’operato e quello che sarebbero potuto essere il futuro di Thiago Motta sulla panchina bianconera, in questo momento l’impressione è che il suo destino sia irrimediabilmente segnato: il tecnico italo-brasiliano non è più nei piani dei vertici bianconeri, che, dopo l’eliminazione dalla Champions, dalla Coppa Italia e le severe sconfitte con Atalanta e Fiorentina, hanno deciso di non alimentare ulteriormente la coraggiosa scommessa estiva di Cristiano Giuntoli.
In questo momento, tuttavia, sembrerebbe esserci una certa confusione tra i corridoi di Vinovo, dove vi sarebbero diverse correnti contrastanti sul futuro della panchina piemontese.
Come noto, le due figure su cui si stanno concentrando le polemiche rispondono ai nomi di Igor Tudor e Roberto Mancini, entrambi in prima fila per il ruolo di traghettatore fino ad a luglio (sarebbero dunque chiamati a concludere la stagione nei primi quattro posti della classifica del campionato e ad affrontare il mondiale per club).
Nelle scorse ore sono giunti degli aggiornamenti in merito ai delicati (dis)equilibri che in queste ore stanno caratterizzando il lavoro dei vertici bianconeri.
Secondo quanto emerso di recente, pare che la in questo momento la Continassa sia letteralmente spaccata in due. Da una parte vi sono coloro i quali spingono per Igor Tudor e, dall’altra, naturalmente, chi per Roberto Mancini.
Una battaglia di opinioni e visioni che, tuttavia, parrebbe essersi condita di un altro elemento piuttosto scioccante: una delle due fazioni non spinge soltanto per un allenatore e non per l’altro, ma anche per l’estromissione di Cristiano Giuntoli dal progetto Juve.
Difatti appare piuttosto ostico slegare l’esonero di Motta da una rivalutazione del ruolo di Giuntoli, il quale, al momento dell’esonero di Max Allegri, era stato assoluto protagonista della campagna pro Motta.
L’ex direttore sportivo del Napoli sognava infatti di poter ottenere proprio insieme a Motta quella tanto discussa rivoluzione di filosofia che prevedeva di inseguire il risultato attraverso il bel gioco (proprio come avvenuto con Spalletti in terra partenopea). Il progetto Motta è tuttavia naufragato e ora, come riportato da Mirko Nicolino sul proprio account Twitter, con l’esonero dell’italo-brasiliano scritto, una parte della Vecchia Signora sembrerebbe pretendere il sollevamento di Giuntoli dall’incarico.
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