Non capita molto spesso che la spesso dormiente UEFA faccia cadere la sua mannaia sulla testa di qualche società. Ora è accaduto. A danno di chi?
“Dura lex, sed lex“. La legge può presentare il suo volto più duro e deciso, ma va comunque accettata. Anche nel mondo del calcio così refrattario a dare ascolto e seguito a norme troppo vincolanti se non, in vari casi, anche difficilmente comprensibili tenendo conto del contesto in cui andrebbero applicate..
Il calcio è così, prendere o lasciare. E non sono pochi coloro che hanno lasciato a causa di norme troppo rigide o, al contrario, a causa della mancanza di norme più specifiche. Il calcio come investimento, come straordinario veicolo promozionale per ricchi imprenditori alla ricca di una sempre maggiore visibilità globale. Ed il calcio tutto questo lo può assicurare.
Capita così che un ricco imprenditore scelga deliberatamente di scender nell’agone calcistico acquistando la maggioranza, o la totalità in diversi casi, delle quote di un club.
Metti poi che dopo qualche tempo e a seguito di risultati sportivi positivi e ad interessanti riscontri economici, il nostro ricco imprenditore decida di allargare la sua influenza calcistica acquistando un altro club militante in un campionato diverso da quello dell’altro club di proprietà.
Può accadere ciò che sta accadendo al Crystal Palace, club di Premier League, a serio rischio di essere eliminato dalla UEFA dalla seconda competizione europea per aver violato le regole di proprietà di più club. Questo perché il suo proprietario, lo statunitense John Textor, possiede quote anche della società francese del Lione. In tal senso le regole della UEFA sono chiare.
Queste, infatti, vietano che club che condividono la stessa proprietà possano partecipare alla medesima competizione. Nel caso in cui questa condizione venga a verificarsi il club con il piazzamento peggiore nel campionato di riferimento perderà il suo posto. Nel caso in questione il Crystal Palace si è classificato dodicesimo in Premier League, mentre il Lione è arrivato quinto in Ligue 1.
A difesa del Crystal Palace si è fatto presente come lo stesso Crystal Palace e il Lione non hanno rispettato la scadenza UEFA del 1° marzo per modificare la composizione delle loro rispettive proprietà perché non si attendevano che entrambe avrebbero ottenuto la qualificazione in l’Europa League. Potrà bastare per evitare la mannaia svizzera?
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