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Infortunati Roma, Neri: “la velocità è aumentata e il controllo del proprio corpo è diventato più complesso”

L’ex preparatore atletico della Roma parla degli infortuni di Pjanic e Juan

Il difensore della Roma Juan (Getty Images)

ROMA PJANIC JUAN MASSIMO NERI / ROMA – Massimo Neri, ex preparatore atletico della Roma, ha lasciato le seguenti dichiarazioni sui due infortunati giallorossi Miralem Pjanic e Juan:

Su Pjanic: “E’ un infortunio tipico nei calciatori ed è una croce di tutti quelli che lavorano nell’ambito di uno staff. Sono incidenti che hanno un incidenza molto alta e che capitano come è normale che sia quando si gioca ad alti ritmi. Questi infortuni si recuperano rispettando determinati parametri di valutazione dal punto di vista medico e fisioterapico, poi si concordano i tempi di recupero e si rispettano determinati step, di conseguenza si valuta la risposta dal punto di vista del recupero del danno e si ricondiziona l’atleta a modo da riportarlo ad un livello di forma buono. Purtroppo è alta la percentuale di ricaduta per la necessita di recuperare in fretta giocatori importanti. Di solito sono ricadute atipiche perché la muscolatura non si rompe nello stesso punto, ma si forma una lesione uno o due centimetri più giù o più su. Chi rischia sono sopratutto i giocatori che giocano tanto nelle nazionali, poi c’è anche una predisposizione genetica, e normalmente un atleta sottoposto a carichi psicologici e atletici, quando è affaticato è più predisposto”.

Su Juan: “E’ una cosa un po più complicata, ma è normale nel calcio moderno. E’ una lesione che richiede dei tempi più lunghi: dai 40 ai 50 giorni, poi dipende dalla capacità di recuperare e dalla risposta che giorno per giorno si vedrà sul campo. Il ripetersi continuamente di infortuni può causare alla lunga un certo logorio, ma bisogna pensare che non sempre tutto ciò è legato alla predisposizione ma alla malasorte. I difensori moderni sono costretti a fare la lotta contro degli attaccanti forti fisicamente, il calcio è diventato molto più fisico e atletico, la velocità è aumentata e il controllo del proprio corpo è diventato più complesso”.

 

Andrea Tocci

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