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Stadio, Zavanella: “La zona della Massimina e’ la migliore. Ho incontrato Baldini e Fenucci”

L’architetto dello stadio ‘Franco Sensi’ spera venga ripreso il proprio lavoro dalla nuova societa’

Gino Zavanella

STADIO INTERVISTA ZAVANELLA / WEB – Gino Zavanella, l’architetto che nel corso della scorsa presidenza giallorossa progettò lo stadio “Franco Sensi“, è intervenuto ai microfoni di RadioIes. Ecco le sue parole:

SUGLI STADI DI PROPRIETA’ – “Credo che ce ne sia bisogno, oggi l’Italia ha un parco stadi assolutamente inadeguato e obsoleto rispetto al resto d’Europa e del mondo. Le squadre avevano bisogno di patrimonializzarli e creare il loro stadio a loro immagine per gestirla correttamente, avere i giusti ricavi e dare ai tifosi uno spettacolo in un ambiente adeguato ai tempi che corrono”.

LA ROMA E’ PRONTA? – “Si, tutti i tifosi italiani sono pronti e sicuramente anche la loro minore affluenza seppur leggera è causata dal fatto che probabilmente vedere la partita in HD a casa è meglio che vederla in stadi non adeguati, spesso non coperti e con pochi servizi di accoglienza. La società ha la possibilità di fidelizzare il tifoso. Noi dobbiamo pensare che il giorno della partita è un giorno dedicato alla propria squadra dalla mattina alla sera con possibilità di utilizzare il tempo con servizi e spettacoli come ormai avviene in gran parte d’Europa. L’Emirates ha degli introiti eccezionali, ovviamente dando dei servizi eccezionali”.

UNO STADIO MODERNO – Io nelle ricerche che sto facendo nei miei stadi che sto progettando come quello di Palermo che è pronto alla partenza, vedo che uno c’è bisogno di servizi pubblici, parcheggi, infrastrutture. Credo che questa società che sta facendo quest’indagine sarà avvantagiata dalla semplicità della stessa”.

LO STADIO ‘FRANCO SENSI’ – “Erano state individuate almeno 6-7 aree che gli esperti avevano vagliato e la Massimina era quella che prestava le migliori caratteristiche. Lavorare ancora sul mio progetto? Io me lo auguro, il mio progetto ad oggi ha in alto a sinistra il marchio della Roma che è stato dato dalla società giallorossa. Non era stato presentato dalla Sensi, ma dalla Roma. Era stata fatta una seria indagine per dare alla Roma il meglio, quindi io e tutti quelli che ci hanno lavorato hanno scelto la migliore opzione e credo che valga la pena riprenderlo in esame e non buttarlo. Se ho mai incontrato i nuovi soci americani? No, non ho avuto nessun onore e piacere, non c’è mai stato nessun contatto, ma ho incontrato Fenucci e Baldini”.

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