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Genoa, De Canio: “Zeman grande ma non lo imito”

Intervista al tecnico rossoblu sul Corriere dello Sport

Gigi De Canio

GENOA ROMA INTERVISTA DE CANIO SU ZEMAN / ASROMALIVE.IT – Interessante intervista sul Corriere dello Sport di oggi all’allenatore del Genoa Luigi De Canio, in vista del match di domenica contro la Roma.

Stesso numero di vittorie, stesso numero di sconfitte, stessa differenza reti. Genoa-Roma si gioca sullo stesso piano.

E’ proprio così, Gigi De Canio?
«No, la Roma rimane favorita perché è una grande. Quando hai in campo uno come Totti puoi vincere qualunque partita».

Voi però avete Borriello, un ex avvelenato. A Roma danno tutti per scontato un suo gol.
«Ma no. Non è affatto avvelenato e si sta allenando con l’intensità di sempre. Ha anche superato i problemi fisici. Quanto alla partita, è chiaro che proveremo a sfruttare le nostre qualità: davanti al pubblico di Marassi non vogliamo fare brutte figure».

Zeman dice che la Roma è da scudetto.
«Le potenzialità ci sono. Però questo è un campionato equilibrato, pieno di insidie. Può succedere di tutto non solo nell’alta classifica, ma anche in zona retrocessione».

De Rossi dice che chi parla di scudetto fa il male della Roma. Forse è partito da qui lo scollamento con Zeman.
«Non posso entrare nel merito, perché non ho mai gestito i campioni delle grandi squadre. Quindi non so se al posto di Zeman avrei escluso De Rossi».

Ma De Rossi è un regista o un interno?
«E’ un grande calciatore. Può fare tutti e due i ruoli, anche a seconda delle necessità della squadra e degli altri giocatori del centrocampo».

In Nazionale si sposta a causa di Pirlo, nella Roma a causa di Tachtsidis.
«Non conosco Tachtsidis, anche se era del Genoa, perché da noi non è mai passato neppure in ritiro. E per la verità non l’ho ancora studiato. Anche qui, non posso giudicare».

Immaginiamo la partita allora: guardando le statistiche, la Roma attaccherà e il Genoa si difenderà. Come mai il suo Genoa gioca così chiuso?
«Le statistiche vanno interpretate: noi verticalizziamo velocemente, cercando subito la profondità. Non a caso, creiamo sempre parecchie occasioni da gol. Poi è vero che dobbiamo migliorare nella fluidità della manovra. Ma bisogna considerare che questa è una squadra rinnovata e non ha ancora recuperato 
tutti i giocatori: penso a Vargas e Rossi, ad esempio. Ci sono margini di miglioramento». 

Che obiettivi ha il Genoa? «Intanto guardarsi le spalle. Come dicevo prima, ci sarà molto equilibrio in coda. Una volta in salvo, fisseremo nuovi traguardi».

Preziosi condivide?
«Tutto è condiviso con il presidente, che è un uomo appassionato ma anche competente. Per me non è un problema lavorare con lui. Ho la fama di un manager alla Ferguson ma in realtà sono un allenatore aziendalista. Pure troppo…».

Anche Zeman ha la fama di essere un aziendalista. Eppure non riesce a far convivere Osvaldo e Destro, mentre lei per Borriello e Immobile ha cambiato modulo.
«E’ vero, la mia idea era partire con il 4-3-3. Ma siccome la società non è riuscita a trovare gli esterni adatti ho preferito adattare lo schema ai calciatori a disposizione. Zeman però ha un’altra filosofia, che ha sempre portato risultati. Sono sicuro che con il tempo anche lui riuscirà a far coesistere due attaccanti come Osvaldo e Destro». 


Destro era del Genoa, ora c’è Immobile. Chi dei due arriverà più in alto?
«Tutti e due. Peraltro sono attaccanti molto compatibili: mobili, moderni. Insieme sarebbero perfetti (hanno già giocato spezzoni nell’Under 21, ndr) . Destro l’avevo quasi preso quando ero a Lecce. Purtroppo il Genoa ce lo soffiò». 

Nel Genoa ora giocano due calciatori in comproprietà con la Roma: Bertolacci e Piscitella. Come si stanno comportando?
«Molto bene. Diventeranno calciatori importanti. Bertolacci lo conosco dai tempi di Lecce, mentre Piscitella sta un po’ pagando il modulo: con il 4-3-3 avrebbe giocato di più. Ma crescerà. Con Merkel e Jorquera sono i talenti più interessanti della rosa». 

In conclusione, per domenica firma il pareggio?
«No. Ma nessun allenatore firma prima. Giochiamocela».

valerio de santis

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valerio de santis

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