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Roma, Paolo Calabresi: “Io i piedi di Pjanic li metterei dentro una teca”

Un parere da Iena riguardo questo difficile momento della squadra giallorossa

Paolo Calabresi

AS ROMA CALABRESI / ASROMALIVE.IT – Ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Romanews l’attore e Iena Paolo Calabresi, noto tifoso giallorosso. Questo il testo dell’intervista.

Domenica c’è stato il derby, i tifosi si aspettavano ovviamente di più però a Trigoria non ci sono state molte polemiche…
“No? Quello che è successo dopo il derby lo definisci non polemico? Siamo abituati a peggio insomma? (ride, ndr)”.

Te come hai vissuto il derby?
“Male, a parte che avevo la fortuna di stare a Belgrado, quindi stavo cercando su Rojadirecta, questi siti che trasmettono la partita in streaming, ad un certo punto mi è saltato proprio nel momento in cui abbiamo segnato noi ed è riapparsa sull’uno a zero”.

Come si può risollevare questa squadra?
“Io non ne ho idea di come possono fare anche perché penso che tutti vogliano farlo e se non lo fanno non è perché non vogliono ma perché magari non trovano il bandolo della matassa. E’ chiaro che lo stato psicologico è molto importante, la fiducia in quello che stai facendo, mi sembra che stia mancando un po’ quella in questo momento forse. Le responsabilità non lo so di chi sono però è fondamentale che si ritrovi la convinzione in quello che si fa perché uno può fare anche delle cose difficilissime se ha fiducia per farle ma poi si può incartare anche sulle cose più semplici quando hai paura di non saperle fare, quindi è molto una condizione psicologica quella che ci sta in qualche modo frenando”.

Roma che scenderà in campo domani sera, Destro molto probabilmente guarderà la partita dalla panchina. Una tua considerazione su Destro, Pjanic e lo stesso De Rossi che in questo momento non vengono considerati molto dall’allenatore ma sono considerati da tutti grandi giocatori.
“Non mi preoccupa Destro, può stare anche ad aspettare è un ragazzo molto giovane. In questo momento i tre davanti stanno facendo davvero bene, sono talmente in forma che ci sta. Mi preoccupa di più Pjanic che così forte non trovi spazio e non soltanto perché forse è in un momento in cui Zeman lo vede meno in forma che è un po’ il discorso fatto per De Rossi ma su De Rossi, secondo me, è stata poi un po’ romanzata la questione dal punto di vista strettamente tecnico poi se ci sono altre cose non lo so. Su Pjanic sarei un po’ più preoccupato nel non vederlo in campo, però capisco che quando hai bisogno di centrocampisti che ti si infilano dappertutto, fanno verticalizzazioni continue, inserimenti potrebbe essere il tipo di giocatore che non va però io uno che ha quei piedi, io glieli staccherei me li porterei a casa e li metterei dentro a una teca”.

Se la Roma cambiasse allenatore cambierebbe qualche cosa? La società americana dovrebbe essere più presente?
“La questione della società presente o non presente, secondo me è una stupidaggine, si può anche pensare ad una gestione moderna della società che non vuol dire per forza che il presidente sia per forza sempre qua. Io lavoro per un’azienda il cui presidente Confalonieri non l’ho mai visto in vita mia non è che vado a firmare i contratti con lui. L’importante è che funzioni bene la piramide, che ogni tassello della costruzione sia ben fatto e messo ognuno al posto giusto, non mi fossilizzerei sul fatto che Pallotta non si vede, quell’altro non viene, sono voci da lavannara queste voci continue che girano a Roma, non è quello il problema. Il problema è che comunque si è cambiato tantissimo, si è ricostruito in maniera diversa dal passato, senza far polemica con il passato, però si è scelto di fare una cosa nuova, lo dimostra il fatto che si è abbassata l’età media della squadra, già questo dovrebbe dimostrare che bisognerebbe dare un po’ di abbrivio, un po’ di tempo. Poi chiaramente sono stati fatti degli errori, è innegabile, ma senza errori non si cresce. Mio figlio di sette anni l’altro giorno mi ha detto: ‘La maestra mi ha detto che sbagliare non vuol dire essere sbagliati’ perché io l’avevo rimproverato per una cosa e gli ho chiesto chi gli avesse detto questa frase e lui: ‘Maestra Tilde, brava maestra Tilde la portiamo a Roma!”.

Sara Mascigrande

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