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As Roma, Luca Di Bartolomei: “Ogni palla propositiva passa per i piedi di Totti”

Un giorno speciale per la famiglia Di Bartolomei

Francesco Totti

DERBY LUCA DI BARTOLOMEI / ASROMALIVE.IT – E’ stato intervistato da “Il Romanista” il figlio di Agostino Di Barotolomei, Luca. Ve ne riproponiamo alcuni estratti che ripercorrono la giornata di lunedì, speciale non solo per il derby, ma anche perchè ricorreva l’anniversario della morte dell’indimenticato calciatore.

GLI EPISODI DI VIOLENZA – “Credo che ciò che è avvenuto costituisca l’ennesima pagina nera del rapporto tra una frangia di violenti, che non è neanche giusto chiamare tifosi, e il mondo dello sport e del calcio in particolare. Fortunatamente, sono stati episodi gravi ma tutto sommato isolati e circoscritti a un centinaio di teppisti, almeno da quanto risulta dai rapporti delle forze di polizia. E’ un problema che si ripete con una ciclicità tale da farci capire come non siamo ancora riusciti a porvi rimedio. Comincio a pensare che qualcuno, all’interno delle tante istituzioni che si occupano di politica sportiva, dovrebbe chiedersi se si è fatto veramente qualcosa, fino ad oggi. E qualche considerazione trarla. Perché se non ci fosse l’operato di migliaia di agenti, che ogni sabato e domenica – e non solo nelle serie professionistiche, ma anche nei tanti campionati minori – continuano a svolgere nove volte su dieci in maniera encomiabile il loro lavoro, spesso prendendo botte o arrivando a fatica a fine mese, staremmo a parlare d’altro”.

UN PROBLEMA CULTURALE – “E’ certamente un problema culturale. Ed è ovvio che questo si acuisca nei momenti di crisi sociale. Ma dall’altro lato, non essendo in prima battuta un problema di ordine pubblico, e soprattutto di ordine pubblico repressivo, che è solo l’ultima barriera, va da sé che sia soprattutto di politica dello sport. Mi spiego. Se gli introiti della serie A sono basati per l’80-90% sui diritti televisivi, questo dovrebbe consentire di avere un biglietto meno costoso per andare allo stadioDove non si andrebbe più da soli, condizione che innesca spesso il fenomeno del branco, ma magari in compagnia della famiglia. E se anche il calendario, e gli orari, permettessero ad un padre di portare il proprio figlio, grazie a prezzi più accessibili, è molto probabile che avremmo tanti problemi in meno. Se poi una quota fissa di quei diritti televisivi dovesse essere, per legge, destinata all’ammodernamento degli impianti o al miglioramento dei servizi, forse le cose andrebbero meglio”.

SU TOTTI – “Credo che i 227 gol in carriera testimonino la grandezza del più importante giocatore della storia moderna del calcio. Ed è bello vederlo, alla sua età, correre ancora dietro a ogni pallone. L’altra sera, tutte le palle propositive sono passate dai suoi piedi. Questo ci fa ben sperare, sapendo che firmerà forse per altri due anni. Quella di lunedì è stata una partita a suo modo singolare. La Roma, ovviamente, gioca meglio quando non deve dipendere da T otti, ma riesce a mettere Totti nelle condizioni di esprimersi al meglio. Stavolta, Francesco ha fatto i superstraordinari, in quella che secondo me è stata una bella partita. Con un pareggio che ci sta certamente un po’ stretto. Penso ai gol mancati, agli episodi sfortunati, e – non me ne vogliano i laziali – ma quel gol di Hernanes può essere ordinaria amministrazione per Totti, ma non certo per lui. E non so se gli riuscirebbe di nuovo…”.

LA SPERANZA PER IL FUTURO  “Che cresca l’affiatamento tra i giocatori e si continui a lavorare intorno a un gruppo che in troppi hanno dato già per costruito e prossimo a sfondare, mentre invece non è ancora così. Anche se credo che la Roma abbia un grandissimo organico, con giocatori che da qui a cinque anni dimostreranno tutto il proprio valore in Europa. Guardo insomma più a lunga scadenza e, per ora, sto con i piedi per terra. E dico che se riusciremo a far crescere bene questi giovani, accanto a uno che ha segnato 227 gol in serie A, qualche soddisfazione ce la toglieremo di certo. Se vogliamo invece le soddisfazioni già domani, non andiamo da nessuna parte”.

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Sara Mascigrande

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Sara Mascigrande

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