Finora l’avvio del processo e’ stato rallentato da questioni procedurali: difetti di notifiche e astensione dei penalisti che ha determinato lo slittamento dell’ultima udienza, quella del 20 settembre. Il collegio deve fare i conti con il rischio di prescrizione, che appare pressoche’ scontata per i singoli episodi di presunte frodi sportive contestate a diversi imputati. Piu’ lunghi i tempi di prescrizione, invece, per il reato piu’ grave configurato dall’accusa, quello di associazione per delinquere per il quale il principale imputato, l’ex dg della Juventus Luciano Moggi, e’ stato condannato il primo grado a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Tale accusa rappresenta lo snodo fondamentale della vicenda giudiziaria: i giudici sono infatti chiamati a stabilire soprattutto se negli anni scorsi sia stato attivo un sodalizio, composto da dirigenti sportivi e arbitri, che alterava gli esiti del campionato di calcio. Una tesi che i legali della difesa tenteranno di confutare durante le arringhe finali. Finora i verdetti della magistratura su questo punto sono stati unanimi nell’affermare l’esistenza di una struttura illecita: si tratta delle sentenze di primo grado e di appello del giudizio abbreviato (il processo ”parallelo” conclusosi con la condanna dell’ex ad juventino Antonio Giraudo) e della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale al centro del dibattimento di appello attualmente in corso.
Fonte: Ansa
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