È arrivato l’atteso transfer provvisorio della Fifa, sono arrivate le prime parole di Mohamed Salah da calciatore della Roma. L’attaccante egiziano è stato presentato ieri a Trigoria, mettendo in mostra la sua maglia numero 11. Ha regalato qualche frase ovvia: «L’obiettivo è fare felici i tifosi, questa è una squadra forte che può competere per tutti i traguardi». Ha fatto sfoggio di orgoglio: «Perché Mourinho non mi ha tenuto al Chelsea? Lo stimo, ha la sua opinione e la rispetto. Ho imparato tanto da lui, ma io sono un professionista e cerco sempre di dare il massimo. Sono alla Roma, che è un grandissimo club, per continuare il mio processo di crescita». Ha parlato il minimo indispensabile della Fiorentina: «Ho fatto una bella esperienza e l0 dico per me e per la mia famiglia. Però avevo il diritto di scegliere ed è per questo che sono qui. Per migliorare». Ha cercato di stoppare l’argomento che lo insegue da Basilea-Maccabi Tel Aviv di Champions, cioè il suo rapporto conflittuale con lo stato di Israele: «Io non so a cosa fate riferimento. Potrei rispondere solo se mi forniste delle frasi precise. Non sono responsabile di tutto quello che esce su Internet e poi mi viene attribuito».
La parte più divertente è arrivata alla fine, quando gli è stato chiesto come mai non fosse arrivato alla Roma già nel gennaio scorso, dopo una trattativa più semplice di quella degli ultimi giorni: «È meglio se lo chiedete a Sabatini, non a me».
La telenovela sul suo trasferimento, infatti, non è finita. La Fiorentina, dove Salah ha giocato nel campionato scorso (16 presenze e 6 gol dopo l’arrivo a gennaio), non ha intenzione di farsi da parte. Convinta di aver diritto a un premio di valorizzazione da parte del Chelsea (o un indennizzo dalla Roma) continuerà l’iter legale e ha richiesto alla Fifa un chiarimento relativo al tesseramento del giocatore con i giallorossi.
L’annuncio ufficiale, pubblicato sul sito della Roma, parla di «acquisto a titolo temporaneo, fino al 30 giugno 2016, a fronte di un corrispettivo di 5 milioni di euro. L’accordo prevede inoltre il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo, a decorrere dalla stagione sportiva 2016/2017, e condizionato al verificarsi di determinate situazioni sportive». Una formula inconsueta, che forse protegge la Roma in caso di squalifica del giocatore (ma i dirigenti giallorossi sono sicuri che non succederà).
Salah, oggi, sarà a Valencia per l’amichevole delle 21.30 (su Roma Tv, in chiaro per gli abbonati di Sky Calcio) e potrebbe giocare i suoi primi minuti romanisti. Non ci sarà Edin Dzeko, che ha completato ieri le visite mediche ma è in attesa delle ultime carte per il tesseramento e della cessione di un extracomunitario (Sanabria o Doumbia).
A far festa a Dzeko, giovedì a cena con Pjanic, Ljajic, Nainggolan e Radonjic, c’era anche Benatia, passato da Roma a salutare gli amici. Medhi ha twittato una sua foto con la scritta: «Quanto è bello il sole di Roma». Un suo ritorno come giocatore, purtroppo, non è di attualità. Lo è invece la trattativa con il Psg per Digne: il terzino sinistro può arrivare in prestito (un milione), ma i parigini chiedono un obbligo di riscatto tra un anno a 18 milioni.
Futuro Champions: la Roma partirà in terza fascia se una tra Basilea (contro Maccabi Tel-Aviv), Manchester United (Brugge), Shakhtar Donetsk (Rapid Vienna) o Valencia (Monaco) verrà eliminata nel preliminare.
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