Gervinho, il pupillo di Garcia. Ecco cosa scrive Il Messaggero:
Brutta prestazione, bella vittoria. Ecco come si può riassumere la trasferta della Roma in Ciociaria. La squadra di Rudi Garcia ha fatto un (grosso) passo indietro sul piano collettivo del gioco rispetto alla partita contro la Juventus ma, come accaduto contro i campioni d’Italia, è arrivato il successo. E questa è l’unica cosa che conta. “Dammi i tre punti, non chiedermi niente…” Obiettivo raggiunto, quindi. Senza fuochi d’artificio, ballerine e luci scintillanti. Serviti, se non altro, tutti coloro che pensavano che per Francesco Totti e compagni al Matusa sarebbe stata una passeggiata o giù di lì. In Serie A nessuno ti regala qualcosa, neppure una neo promossa. Soprattutto se tu Roma non azzecchi la partita o se resti in campo soltanto per un tempo. Con Garcia che, a dire il vero, ha ancora una volta stupito per l’affetto che continua a nutrire nei confronti del suo pupillo Gervinho, probabilmente il peggiore in campo nelle file dei vincitori. L’ivoriano, come era accaduto nella prima giornata a Verona, a sorpresa è stato utilizzato come titolare e, esattamente come contro la squadra di Andrea Mandorlini, non ne ha indovinata una. Ma, ancora una volta, non è entrato nella rotazione delle sostituzioni. (…)
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