La linea tracciata la scorsa estate da Prefettura e Questura resterà tale. Le istituzioni non intendono fare alcun passo indietro rispetto alle nuove norme di sicurezza all’interno dello stadio Olimpico. Perquisizioni minuziose, multe e Daspo in caso di turbativa. Proprio ieri – fanno sapere fonti vicine alla questura – sono stati identificati e convocati i tifosi laziali che nel corso della partita col Rosenborg hanno sorretto lo striscione «Questa curva non si divide». Tolleranza zero. Le curve si svuotano, i tifosi restano a casa ma per le autorità preposte a gestire l’ordine pubblico questo è l’ultimo dei problemi.
Semmai può esserlo per le società che rischiano di perdere dei ricavi, ma anche qui la voce botteghino influisce in minima parte sul bilancio dei club relativamente interessati della presenza dei loro stessi clienti. Gli agenti di pubblica sicurezza sono tornati all’interno delle curve che intanto sono state divise a metà, si è sviluppato il sistema di video sorveglianza ad altissima tecnologia che consente di individuare velocemente i responsabili dei reati. C’è ancora tanto da lavorare, in primis per quanto riguarda il reclutamento degli steward: più è alta la professionalità, più alto è il costo. E i club – almeno nella capitale – pagano poco. A riportarlo è l’edizione odierna de Il Tempo.
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