(P. Liguori) – Sono felice per la Roma. E non solo per la partita di domenica. Lamia soddisfazione sta nel fatto che non debbo modificare il mio punto di vista: ho ammirato in campo a Firenze la stessa bella squadra che avevo visto a Leverkusen. Con due errori inmeno in difesa, ma un po’ di sofferenza in più. Una squadra sontuosa (lo penso e l’ho scritto), e non sono costretto a fare i salti mortali per giustificare il miracolo in quattro giorni. Niente patti segreti, niente misteri di spogliatoio , niente resurrezioni improvvise. Semplicemente Rudi Garcia, uno degli allenatori più contestati d’Italia senza un perché. Nessuno può dire adesso che non ha scelto un gioco, preso dei rischi, centrato l’obiettivo. Ora c’è il problema della continuità, senza la quale non si può vincere nulla. Stasera la Roma deve confermarsi, battere l’Udinese e provare a non prendere neppure quei miseri gol che incassa nei finali, anche a risultato già acquisito. Bisogna vincere stasera, anche con le assenze (pesanti) di Salah e De Rossi e presentarsi a Milano in testa. E anche quei tifosi che non si presentano in Curva dovranno tornare per godersi questa squadra. Io non giudico,ma consiglio: tornate almeno per il Derby, sarebbe un bel modo di ricordare che il tifo non è uguale per tutti, perché se ricordo bene, la Roma non si discute, si ama.
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