(M. Pinci) – Roma si prepara ad ospitare il derby più spettrale che la sua storia ricordi. A quattro giorni dal fischio d’inizio di un derby destinato a passare alla storia per lo “sciopero” – ma chiamarlo così è vietato – dei tifosi, una cosa pare chiara: i romanisti continueranno anche nella sfida contro la Lazio la protesta che da Roma-Sassuolo in poi ha riempito di desolazione il settore più caldo del tifo giallorosso. Anche perché, è opinione diffusa tra loro, allentare ora il rumore della protesta vorrebbe dire depotenziarla in maniera irrimediabile. Una posizione condivisa con i laziali, decisi saldamente a disertare la stracittadina: nonostante qualche timore (“Se gli altri ci ripensano rischiamo di essere gli unici a restare fuori”, un pensiero che serpeggia), di biglietti per la Curva Nord ne sono stati venduti soltanto 2.000. Per la Roma, un danno economico da circa 200mila euro. Non farà piacere a Pallotta, atteso in città e quasi convinto di sedersi davvero in Curva Sud: nel settore abbandonato, l’unico romanista rischia di essere lui.
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