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LEGGO Roma, mai così poco Totti

Totti

Ottantuno minuti a Frosinone, 72 contro il Sassuolo e appena 10 col Carpi prima di quello scatto a freddo che ha gelato i muscoli e le possibilità di riprendersi il posto in una Roma che non sente più sua come una volta.
Francesco Totti sta vivendo in un mondo parallelo, un mondo in cui il contributo del giocatore più forte della storia giallorossa sembra non servire più a una squadra che senza il capitano ha raccolto 19 punti su 27. Un caso visto che anche con Totti in campo la media resta su per giù la stessa (7 su 9). Ma quei 163’ giocati su 1.080 complessivi, al netto dell’infortunio che lo tiene fuori da quasi 2 mesi, fanno effetto eccome. Normale che Tottisi senta deluso, messo da parte tanto da disertare la tribuna anche nel giorno del derby. Mai nella sua carriera Francesco aveva giocato così poco dopo 12 giornate. Nemmeno nel ’94 quando i minuti furono 249. Nemmeno l’anno scorso quando furono addirittura 568.

“Colpa” dell’arrivo di uno come Dzeko, colpa dell’età che suona 39 anni e ha convinto Totti a non operarsi al solito flessore per non rischiare di stare fuori 8 mesi.

Il numero dieci, infatti, non si arrende e in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione vuole ancora dire la sua per centrare un altro record: il 2° scudetto nella capitale. Totti punta a tornare a disposizione entro Torino-Roma del 6 dicembre e nel bel mezzo del tour de force da 8 partite in 29 giorni. Entro Natale il capitano spera di farsi un regalo e non è tanto quello di ritrovare una maglia da titolare, ma di far vedere al mondo ancora una volta che può essere decisivo. Anche all’alba dei 40 anni e con un contratto in scadenza a giugno, anche a se stesso prima di prendere una decisione che tutti sentono ma nessuno ha il coraggio di immaginare. «Adesso è in un momento difficile – ha ammesso Sabatini – Ma sarà sempre utile perché quando Totti sta bene è ancora in grado di cambiare l’indirizzo di una partita». «Giocherò finché sto bene fisicamente», ha detto al Costanzo Show. Ma la vittoria dello scudetto, così come fu quella del Mondiale, potrebbe convincerlo a lasciare da vincente qual è. A riportarlo è l’edizione odierna di Leggo.

edwin iacobacci

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edwin iacobacci

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