(A. Serafini) Storie di calcio estivo e strade che potevano incrociarsi prima di non riprendersi più. A poche ore dalla tanto attesa sfida con il Napoli, sicuramente un ricordo sarà affiorato anche dalle parti di Trigoria, ripensando a quello che sarebbe potuto essere e che per motivi diversi, tra le contorte logiche del mercato, non si è più concretizzato. Domani al San Paolo ci sarà magari tempo di stringersi la mano e di scambiare quattro chiacchiere tra Walter Sabatini e Maurizio Sarri, l’allenatore rivelazione dell’ottima stagione partenopea, che nello scorso giugno fu contattato più volte dal ds durante il momento più burrascoso del corso Garcia.
Una «misura preventiva» adottata dal club giallorosso proprio nel momento in cui la figura e il futuro del tecnico francese venivano valutate e messe in discussione a Londra durante il meeting tra la dirigenza e il presidente Pallotta. Per evitare ritardi in vista di un cambio improvviso di panchina, Sabatini sondò più piste, lasciando però Sarri in cima alla lista dei possibili sostituti presentata sulla scrivania del presidente americano. Un fatto che venne poi confermato successivamente anche dal tecnico campano ad inizio giugno, «Sì anche la Roma mi ha cercato», ma che poi ovviamente si perse tra scelte differenti e cambi di programma dell’ultimo minuto. La decisione di Pallotta nel proseguire con Garcia ha infatti diviso i percorsi, ma non ha cambiato la stima reciproca tra Sarri e Sabatini, che domenica avranno modo di rincontrarsi dalle parti opposte della barricata. A Trigoria comunque la situazione non è mai stata vissuta con rammarico, consapevoli di poter andare avanti con il francese, ma allo stesso tempo obbligati a dover correre ai ripari in caso di una rottura più volte sfiorata.
E per capire quanto le cose possano cambiare in fretta, soltanto per un secondo sarà balenato un pensiero su Gonzalo Higuain, l’attuale capocannoniere della serie A che nella scorsa estate era arrivato ad un passo dall’addio della sua avventura in maglia azzurra. Segnali di un costante malumore arrivarono anche alle orecchie di Sabatini, che immerso nella campagna acquisti trovò lo spazio per sedersi intorno ad un tavolo con alcuni intermediari legati al possibile trasferimento dell’attaccante argentino. Scontento della stagione appena vissuta, il Pipita cominciò a guardarsi in giro in attesa di capire quante offerte in giro per l’Europa avrebbero potuto concretizzarsi.
Un passaggio di informazioni in cui finì Sabatini e la Roma, destinazione gradita al giocatore, ma impossibile da realizzarsi considerando i costi mostruosi dell’ipotetica operazione. Quasi 10 milioni lordi soltanto per l’ingaggio da sommare alla ferrea volontà del patron De Laurentiis, disposto a metterlo sul mercato soltanto di fronte al pagamento della clausola rescissoria da 94 milioni. Corsi e ricorsi storici che domenica al San Paolo verranno cancellati o riproposti dal giudizio del campo. Con la speranza da entrambe le parti, di uscirne comunque vincitori.
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