(M. Callai) – Ambizioso. A immagine e somiglianza del suo massimo azionista. Lo Spezia è, dal 2008, di proprietà di Gabriele Volpi, ricchissimo imprenditore nel ramo petrolifero che ha fatto fortuna in Nigeria. Definirla terza squadra della Liguria, dopo Genoa e Sampdoria, appare riduttivo a fronte degli investimenti effettuati negli ultimi anni in uomini e strutture, con la costruzione del nuovo centro sportivo d’allenamento. Dalla Seconda Divisione alla serie B, nel giro di tre anni: un risultato condito da uno storico “triplete” (campionato, coppa Italia e supercoppa Lega Pro) nel 2012. La serie A non è un sogno proibito per Volpi, uomo più volte accostato alla Sampdoria e attualmente proprietario anche del Rijeka e della Pro Recco, da dieci anni padrona della pallanuoto italiana. Due volte ai playoff: nel 2015 la corsa verso la promozione è stata stoppata dall’Avellino. Interrotto a novembre il progetto tecnico con il croato Bjelica, in ragione di tre sconfitte consecutive e sette turni senza vittorie, lo Spezia è ora guidato da Mimmo Di Carlo. Uomo d’esperienza, dopo un inizio difficile dal punto di vista ambientale (i tifosi non volevano l’esonero di Bjelica), il tecnico di Cassino sta trovando il bandolo della matassa. Non ci sarà Calaiò, squalificato.
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