Ai microfoni di Sky prima del fischio d’inizio di Parma-Roma si è presentato il direttore sportivo giallorosso Gianluca Petrachi. Che prima di tutto ha commentato il ko in Europa League in Germania di giovedì scorso: «Il pareggio già ci stava stretto» ha commentato con un po’ di rammarico il ds.
Che poi ha parlato della rinascita di Pastore, titolare anche questa volta per la settima gara consecutive. Un giocatore rigenerato: «Credo che molto del merito vada a Fonseca su come lo ha gestito e come ci ha lavorato. Ha fatto tanti allenamenti a parte e poi veniva inserito. Il mister e la società lo hanno trattato alla grande. Quando ci ha chiesto di restare gli abbiamo detto di dare il suo contributo perché un calciatore che guadagna anche tanti soldi deve saper portare la croce» ha detto ancora Petrachi.
Il direttore sportivo rivela anche di come sia nata la volontà di portare Fonseca sulla panchina della Roma. «Per il Torino seguivo un suo attaccante, Facundo Ferreyra. Avevo visto tre partite e avevo visto una filosofia di gioco corta e con una squadra che faceva verticalizzazioni improvvise. Quando ci siamo incontrati mi ha catturato perché mi ha spiegato tutto quello che applicava in campo e quali fossero i principi. E’ piaciuto a tutti, ha incontrato anche Pallotta e tutti hanno potuto conoscere il professionista e la persona perbene che è».
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