Come confermato ieri dal G.M. Tiago Pinto, il piano della proprietà giallorossa è ambizioso e punta a rafforzare la Roma da tutti i punti di vista.
Nel corso della conferenza stampa di ieri il General Manager Tiago Pinto ha fatto il punto della situazione in casa Roma. Il dirigente portoghese ha cercato di analizzare in maniera ampia il lavoro svolto in questi primi mesi a Trigoria. Un lavoro che su indicazione della proprietà punta necessariamente sulla crescita del club in termini economici. Secondo quanto riporta oggi La Gazzetta dello Sport l’indebitamento del club al 31 luglio è salito a 339 milioni, con perdite che si aggirano, per il bilancio chiuso a giugno, attorno ai 150 milioni.
Cifre che non spaventano i Friedkin. La proprietà statunitense conosce bene la situazione ed ha varato un piano di lungo periodo per il miglioramento delle condizioni economiche del club. E’ in quest’ottica che si inseriscono le cessioni degli esuberi portate a termine durante la sessione di calciomercato da Pinto.
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Intanto i Friedkin sono alla ricerca di nuovi partner con cui dividere gli oneri di gestione del club. L’obiettivo sarebbe far entrare nuovi soci per una non superiore al 40% magari ricalcando il modello tenuto dalla gestione precedente: bene l’ingresso di nuovi partner ma senza cedere potere decisionale nell’indirizzo della governance del club. E così anche grazie agli ottimi rapporti con la banca d’affari JP Morgan i Friedkin sarebbero in contatto con diversi interlocutori. Tra questi Michael Moritz. Ex presidente della società di Venture Capital Sequoia Capital e partner di Google, PayPal, Yahoo e Linkedin, Moritz può contare secondo Forbes su un potafoglio di oltre 6 miliardi di dollari.
Un’altra pista per i nuovi soci potrebbe invece portare a Radovan Viterk. Il milionario ceco che ha acquistato l’area di Tor di Valle dove si progettava di far sorgere il nuovo stadio potrebbe così riavvicinarsi alla famiglia Friedkin dopo le tensioni relative alla realizzazione dell’impianto. Se così fosse al nuovo socio sarebbero affidate soprattutto le questioni riferite proprio allo stadio, mentre i Friedkin manterrebbero il controllo dell’area sportiva.
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