Calciomercato Roma, il sì a Marotta mette Pinto in secondo piano ma il doppio “obbligo” mette in croce i club di Serie A.
Il general manager della Roma Tiago Pinto ha finora accontentato alcune delle richieste fatte dall’allenatore José Mourinho per rendere la squadra più competitiva. La prestazione di Salerno con tre punti annessi hanno fatto capire che la strada intrapresa è quella giusta, ma lo Special One continua a inviare messaggi indiretti per fare capire come siano indispensabili altri due innesti per potere competere su tutti i fronti ad alti livelli.
Oltre alla questione legata all’arrivo di Andrea Belotti a parametro zero, possibile solo in caso di cessione di Eldor Shomorudov o di Felix Afena-Gyan, Mourinho vuole anche un quinto difensore centrale affidabile che possa ruotare con Chris Smalling, Gianluca Mancini, Roger Ibanez e Marash Kumbulla.
Come la Roma, anche l’Inter è alla ricerca di un difensore centrale e l’amministratore delegato Giuseppe Marotta sarebbe ben felice di fare un dispetto ai giallorossi dopo l’amaro in bocca per l’affare Paulo Dybala.
Secondo il Corriere dello Sport oggi in edicola, tra i profili valutati da Tiago Pinto come quinto difensore ci sono Bailly e Lindelof del Manchester United, lo svincolato Zagadou, Tanganga del Tottenham e il nazionale svizzero del Borussia Dortmund Manuel Akanji.
Quest’ultima pista appare complicata per Pinto, visto che i gialloneri valutano il difensore 20 milioni di euro. Akanji ha rifiutato a più riprese il rinnovo, ma sarebbe disponibile a prolungare per un anno per andare in prestito all’Inter. Il calciatore secondo la Gazzetta dello Sport avrebbe insomma già dato la sua preferenza all’Inter, e Marotta sarebbe così ben felice di sottrarlo alle lusinghe di Pinto. Però il Borussia lo cederebbe in prestito solo con l’inserimento dell’obbligo di riscatto. Il piano B dell’Inter sarebbe Tanganga per cui è in corso un derby col Milan in cui c’è anche la Roma come terza incomoda. Il Tottenham è disposto a cederlo in prestito, ma anche qui viene chiesto un obbligo di riscatto che allontana le tre sfidanti italiane. Il doppio “obbligo” con cui devono fare i conti i club a caccia di questi due calciatori per rinforzare la difesa.
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