L’allenatore portoghese ha parlato in conferenza stampa allo Stadio Olimpico
Alla vigilia dal suo primo ritorno da avversario allo Stadio Olimpico, José Mourinho ha presentato la sfida contro la Roma, non trascurando gli aspetti emotivi di questa sfida al suo passato. Ecco le dichiarazioni più interessanti dell’allenatore del Real Madrid.

“Dobbiamo giocare molto bene, perché ci sono toccate le due squadre più forti di Italia nelle prime due giornate. Nella prima siamo riusciti a vincere, ora ci tocca la Roma. Una squadra forte e motivata per tornare a giocare una partita di Champions, con un pubblico che viene per giocare e non solo per guardare la partita. Abbiamo davanti un avversario importante. Non è ancora il momento di massima pressione in Champions, però la pressione ce la creiamo noi stessi”.
“In campionato o in Champions io ho sempre fiducia nell’arbitro, spero che tutto vada bene e non ho nessun sentimento negativo. Vedo persone nella comunicazione in Spagna poco diretta, poche opinioni dirette su situazioni che non lasciano spazio a dubbi. La stampa italiana è sicuramente più interessata alla partita che a queste cose e penso che sia meglio passare a loro”.
“Non c’è dubbio che la Roma e l’Inter in questo momento sono le squadre più forti in questo campionato. Dirò sempre che Inter e Roma sono le squadre più forti della Serie A. Durante la partita darò il mio massimo, ma prima e dopo forse mi batterà il cuore. I romanisti vogliono vincere e anche io e durante la partita l’amore si dimentica”.
“Un tassista ti ha detto che sono entrato subito nel cuore dei romanisti? Attento ai tassisti, magari era un laziale (ride, ndr). Ho conquistato i tifosi della Roma essendo me stesso. Come sempre. Gli interessi del club e dei giocatori, dei tifosi, vengono sempre prima dei miei interessi personali, e la gente lo apprezza. Si identifica in questo modo di essere. Se fai anche qualche piccolo gesto che li rende felici, tanto meglio. Non è che abbiamo vinto la Champions League, ma abbiamo conquistato una competizione europea (la Conference), disputato un’altra finale europea (l’Europa League) e tutto questo si è sommato… I romanisti sono persone speciali”.
“Se riesco a dimenticare in che stadio sono e contro chi gioco, e lo farò durante il match, per me è una partita normale. Penso che sia Real Madrid che Roma si qualificheranno alla fine e chissà, forse tornerò qui per i quarti di finale o per la semifinale. Prima della partita non sarà normale, nulla sarà normale, ma nei novanti minuti sarà tutto normale”.





