Dopo Verona, Garcia ha subito fatto notare come alla Roma mancassero «un difensore centrale e un terzino». Il terzino lo ha portato Sabatini, e si chiama Lucas Digne; per il centrale, per ora, ci si arrangia come si può, visto che Gyomber non viene ancora preso in considerazione, Ruediger è in infermeria (per poco ancora, pare) e Castan non è pronto. Quindi l’arte di arrangiarsi ha partorito De Rossi al fianco di Manolas. Una scelta firmata dal tecnico francese, che (anche) così ha ripreso in mano la squadra dopo mesi di dubbi, di preoccupante involuzione del suo ruolo di uomo spogliatoio, di condottiero. Garcia è ripartito, forse è tornato quello del primo anno. Quello che non guarda in faccia nessuno, che trascina tutti con le sue scelte. Rudi è tosto sia nei confronti della società, che gli ha messo a disposizione calciatori che al momento lui non prende in considerazione (infatti non li fa giocare) sia nei confronti di qualche giocatore, suo pupillo, che adesso manda anche in panchina. Il pupillo, ovviamente, è Gervinho, che da primo partente, si è ritrovato titolare a Verona, prima giornata di campionato. Segnali forti proprio nei confronti della squadra che spesso gli ha rinfacciato atteggiamenti troppo permissivi nei confronti dell’ivoriano (e non solo).
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