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Lucescu: “Roma, Mkhitaryan dà il meglio da trequartista”

Mircea Lucescu

C’è un allenatore che conosce molto bene la nuova stella della Roma Mkhitaryan, Mircea Lucescu: “Giocatore di grandissimo talento”.

Questi alcuni passaggi della sua intervista pubblicata oggi sul “Corriere dello Sport”

Lucescu, c’è grande attesa per il debutto dell’armeno domani all’Olimpico.  

«Mkhitaryan, è un giocatore di grandissimo talento, intelligente, con senso tattico. L’ho avuto allo Shakhtar per tre anni, gli ho trovato la posizione ideale, dietro alle punte. E’ rapido, con la sua velocità sa sfruttare gli spazi, alla terza stagione ha fatto 29 gol. Avevamo una squadra che dominava, la punta centrale creava spazi, lui si inseriva. Il nostro gioco permetteva di esaltare le sue qualità: ha capacità atletica eccezionale, vede la porta, fa assist. Klopp lo ha voluto al Dortmund, con lui i giocatori devono correre e anche lì ha fatto benissimo. Spero che riscopra a Roma lo spirito dello Shakhtar che Fonseca conosce bene. Poi, quando è andato in Inghilterrra, ho visto che Mourinho lo ha fatto giocare terzino sinistro, anche all’Arsenal non ha espresso le sue potenzialità, ricoprendo il ruolo di esterno destro o sinistro. Anche io l’ho utilizzato a volte da mediano offensivo, poi l’ho avanzato per la sua capacità di fare gol».  

Nella Roma di Fonseca dovrebbe giocare esterno sinistro d’attacco nel 4-2-3-1.  

«E’ un bravissimo giocatore, la Roma ha guadagnato molto con lui. E’ bravo nello spogliatoio, molto socievole con i compagni. Rende di più da trequartista, per iniziare può giocare anche lì, ma quando è dietro la punta è pericolosissimo perché vede la porta, ha un bel tiro, si butta negli spazi, è rapido in contropiede, fa gol bellissimi, nello Shakhtar lui era quello che sfruttava gli spazi aperti dai brasiliani».  

Sarà facile per lui adattarsi al campionato italiano?  

«In Italia è più difficile, ma si adatterà. Anche quando c’era lui allo Shakhtar abbiamo sempre fatto bene contro le squadre italiane, sono convinto che possa ambientarsi in fretta. Il campionato italiano è più tattico, lui è molto intelligente, sa capire la giocata prima degli altri, cerca sempre la soluzione, chiede consigli, partecipa alla manovra. Anche se da anni gioca nei più importanti campionati europei non è uno che si può considerare una stella che pensa solo a se stesso. Non vuole passare per un fenomeno. I tempi di adattamento non penso che saranno lunghi. Bisognerà vedere come sarà la preparazione delle partite, come si troverà con i compagni, in particolare con Dzeko».  

Lei ha fatto esordire Ünder giovanissimo nella Nazionale turca. E’ un giovane che può crescere ancora?  

«Ricordo che quando arrivò alla Roma ho parlato molto con Di Francesco. Aveva bisogno di imparare la lingua, anch’io ho fatto grandi pressioni con lui per fargli capire l’importanza di studiare l’italiano. E’ ancora giovane, l’ho lanciato che era un ragazzino, non mi sorprende e sono convinto che può migliorare ancora. Con Mkhitaryan e Dzeko può fare grandi cose».  

Nel 2016 Fonseca ha preso il suo posto allo Shakhtar, ora è l’allenatore della Roma.  

«Ha trovato una squadra fatta, non ha dovuto cambiare niente, per tre anni hanno continuato a giocare a memoria. E’ stato intelligente, ha puntato sullo stesso gruppo, con lo stesso modulo di gioco (…) La squadra ha continuato a fare risultati anche con lui. Fonseca in Italia farà bene, viene da un Paese che fa crescere gli allenatori, imparerà in fretta l’italiano. Gli basterebbe replicare il gioco fatto con lo Shakhtar nella Roma, che per giunta ha giocatori più forti. Se riuscirà a fare questo anche i tifosi apprezzeranno. Il consiglio che gli do è quello di stare più attento con la difesa alta nel campionato italiano»

Francesco Del Vecchio

Laureato in “Teorie della prassi cognitiva e comunicativa” con tesi di critica letteraria dal titolo “Uno, nessuno e centomila Federico De Roberto. Una lettura girardiana”, non ho resistito al richiamo del pallone. Cresciuto a pane, Subbuteo e Championship Manager, unisco la passione per la scrittura a quella per il calcio. Ho iniziato a lavorare su Internet ancor prima che nascesse Facebook, ma sono meno conosciuto di Mark Zuckerberg: meglio così, sono un tipo riservato.

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Francesco Del Vecchio

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