Serie A, Aic perplessa: “Con questo protocollo rischio nuovo stop”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:41

Serie A, l’Associazione Italiana Calciatori esprime la sua posizione: “Con questo protocollo c’è il serio rischio di nuovo stop”.

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Damiano Tomamasi ©Getty Images

Oggi c’è stato un incontro di approfondimento tra i vertici dell’Associazione Italiana Calciatori e i rappresentanti delle squadre di Serie A, per esaminare le modifiche apportate al protocollo FIGC a seguito delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico del Governo. Come già fatto notare dai presidenti dei club di Serie A, anche l’Aic è molto perplessa su alcuni aspetti del protocollo e in un comunicato ha fatto sapere di essere perplessa su una ripresa del campionato a queste condizioni, vista la possibilità di un nuovo stop che a quel punto potrebbe essere definitivo.

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Serie A, il comunicato dell’Aic

“Le perplessità tra noi condivise riguardano soprattutto le tempistiche della ripresa della stagione. L’ipotesi del ritiro per la creazione del “GRUPPO Squadra” è stata valutata e condivisa fin dall’inizio, ma in assenza di date certe per la ripresa del campionato 2019/2020 appare prematura ogni valutazione sulle tempistiche di svolgimento dello stesso. Inoltre, le modalità di gestione delle eventuali positività di un membro del “GRUPPO Squadra”, così come definite dal nuovo protocollo, non sembrano idonee a garantire la conclusione del campionato; esiste il concreto rischio di doversi fermare nuovamente non appena si potrà tornare in campo, vanificando così tutti gli sforzi profusi. L’esigenza sentita da tutti noi è quella di avere chiarezza sui futuri protocolli concretamente attuabili nelle settimane successive alla prima fase di ritiro, soprattutto con riguardo alle modalità di svolgimento delle partite di campionato; la consapevolezza dei passi da compiere per tornare in campo ci aiuterebbe a condividere un percorso, senza malintesi e rischi inutili in questo momento. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si valuteranno ulteriormente tutti gli aspetti critici, anche attraverso un confronto con i medici, i tecnici e gli arbitri che, come i calciatori, non vedono l’ora di trovare la giusta modalità di ripresa, preservando l’incolumità e garantendo l’uniformità di trattamento per tutte le persone coinvolte”.