La sessione estiva di calciomercato si è appena conclusa, ecco i voti del Direttore
Ci risiamo. Come accaduto esattamente un anno fa, anche questa volta l’atavica ricerca dell’ala sinistra si è rivelata infruttuosa e Gian Piero Gasperini non è stato accontentato, nonostante gli innumerevoli e a volte troppo confusionari tentativi della dirigenza giallorossa, o di chi ne fa le veci.

Sia a destra che a sinistra, la ricerca dell’attaccante esterno ha visto fallire in ordine sparso le trattative per Greenwood, Summerville, Fofana, Luiz Henrique, Ezzalzouli, Gittens, Leweling e Nusa, anche se quest’ultimo forse la narrazione è andata più avanti rispetto ai reali colloqui con il Lipsia.
Ah, la narrazione! Mai come quest’anno ogni dossier aperto dalla Roma è apparso sui media sin dal primo bagliore, complicando e non poco il compito di Tony D’Amico che, invece, è riuscito a chiudere in fretta proprio quei giocatori di cui non si era saputo nulla, o quasi.
Santiago Castro, Kostas Koulierakis, Nahuel Molina, Rodrigo Mora, Leonardo Balerdi e Marten de Roon sono i sei volti nuovi arrivati dal mercato. Forse troppo pochi rispetto ai calciatori che hanno salutato, ma senza dubbio migliorativi rispetto agli stessi. Portieri inclusi, comunque, la rosa è composta da 23 giocatori, forse un po’ pochi nell’anno del grande ritorno in Champions League. Quindi, paradossalmente, si può dedurre che la squadra è più forte, ma anche incompleta.
Al di là della stramaledetta ala sinistra, che resta una lacuna molto importante, quello che ci preoccupa di più è l’assenza di un vice Wesley che sia più avvezzo ai grandi palcoscenici della Champions League e che sia in grado di sgravare le spalle del giovane e molto forte Lulli da troppe responsabilità.
Non solo l’ala, mercato in uscita da rivedere
Come al solito, tuttavia, per arrivare al voto finale bisogna considerare anche il mercato in uscita che è a nostro giudizio insufficiente, visto che non si è riusciti ad andare oltre ai prestiti con diritto di riscatto per tutti gli esuberi ceduti. Condizione, questa, che ridimensiona gli elogi per non aver venduto i big.
A dir poco discutibile è stata anche la gestione del rinnovo di Celik, finito alla Juventus quando mancavano solamente i documenti finali da firmare. Il che, per chi scrive, non è stato affatto un male vista la mia considerazione sull’esterno turco.
Venendo al dunque, facendo un sunto tra tutte le variabili da prendere in considerazione, il voto finale al calciomercato della Roma non può andare oltre il 5,5.





