Calendari e stipendi: oggi se ne parla nell’incontro Lega-Aic

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:57

Tutti in attesa di capire il da farsi. Mica facile, di questi tempi, capirlo. La serie A ormai è ferma da tempo e negli ultimi giorni è cresciuto l’ottimismo sulla ripresa delle ostilità, con il presidente Figc Gravina che ha indicato alcune date per il ritorno in campo.

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@Getty Images

E c’è molta attesa per l’assemblea della Lega Serie A che si terrà quest’oggi. I temi sui quali i club discuteranno sono essenzialmente due. Il primo è quello, appunto, dei calendari della stagione in corso, quella 2019-2020. La seconda è legata all’accordo che cercheranno di prendere Aic e Lega in merito al taglio degli stipendi dei calciatori.

Nei giorni scorsi l’Uefa ha sottolineato la necessità di concludere i tornei nazionali ed è a questi che si darà priorità anche rispetto alle coppe Europee. Dopo il rinvio degli Europei si potrà giocare fino a luglio inoltrato. Ma al momento non si sa quando le squadre potranno tornare in campo. A dettare i tempi sarà l’emergenza sanitaria, solo quando ci si sentirà tranquilli è lecito ipotizzare allenamenti per le squadre di serie A, che oltre ai giocatori “muovono” decine di persone, tra magazzinieri, giardinieri e quant’altro.

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Quando riparte la serie A?

Le ipotesi riguardo la ripresa delle ostilità riguardano tutti i weekend a partire dal 20 maggio, fino al 6-7 giugno. In ogni caso si dovrà superare il 30 giugno, giorno nel quale scadono molti contratti: si dovrà trovare una soluzione, eventualmente. E finire a luglio vorrebbe dire intaccare anche la preparazione della stagione successiva. Non si può non tenerne conto. Di questo se ne parlerà ovviamente in assemblea.

Quando riparte la serie A?

Le questioni legate al calendario, come sottolinea giustamente la Gazzetta dello Sport – è strettamente intrecciata alla vicenda stipendi. I club mirano ad un taglio riguardo tutto il periodo di inattività, l’Aic chiede solo un mese di sospensione degli stipendi. Soluzione non semplice da trovare, perché è vero che ogni società dovrà poi contrattare con i propri dipendenti sui tagli da effettuare, ma è altrettanto vero che per farlo bisognerà trovare un criterio condiviso dall’Aic per dar conto dei mancati versamenti.