Il direttore sportivo della Roma ha parlato per commentare il calciomercato estivo
A meno di 24 ore dalla chiusura ufficiale del calciomercato, Tony D’Amico parla per la prima volta in conferenza stampa. Tra affari sfumati e trattative concluse, il direttore sportivo della Roma risponde alle domande e alle curiosità dei cronisti presenti a Trigoria.

Ecco tutte le dichiarazioni del dirigente giallorosso:
“Volevo conoscervi e salutarvi. Sono arrivato il 20 giugno in pieno mercato e non ho avuto il piacere di presentarmi. Ci tenevo a ringraziarvi per la vostra pazienza”.
Sul fair play finanziario, le trattative bloccate e la sanzione UEFA: “Sapevamo quali erano i nostri paletti e durante le trattative ci siamo dovuti reinventare, sapevamo quello che avremmo dovuto fare. Abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%. L’accordo è un po’ particolare, la proprietà ne sta parlando a tempo debito spiegheranno cosa può succedere, ad oggi non lo sappiamo”.
“La soddisfazione o non la valuteremo a fine anno, l’annata ci dirà cosa abbiamo fatto di buono. Sono contento che abbiamo acquistato quattro giocatori: Dybala, Mancini, Cristante e Pellegrini. Due senza contratto e due che andavano a scadenza, forse nella passata gestione sportiva c’erano idee diverse, invece per me sono stati i primi acquisti e li ringrazio perché si sono messi davvero a disposizione. Sono state le firme che mi hanno soddisfatto di più. Nessun rammarico, spesso ho letto le trattative quasi real time. Sono contento di quelli che sono arrivati. Tanti altri l’avevano scelta, ma poi non si sono concretizzati. In pochissimi hanno rifiutato la Roma”.
“La nostra priorità era rinforzare il reparto offensivo. Ci sono trattative che porti a termine velocemente. Rodrigo Mora ha caratteristiche diverse ma noi lo immaginiamo in quel ruolo. L’attaccante esterno è arrivato e ne cercavamo un altro con caratteristiche più fisiche”.
“Squadra pronta per tre competizioni? La Champions League ha un dispendio fisico e mentale importante. Quando parliamo di attaccante esterno, parliamo di chi poteva fare anche doppio ruolo. Numericamente siamo leggermente corti, ma siamo convinti che a gennaio individueremo altri profili. Numericamente un calciatore manca”.
“Koné? Contatti informativi con il Chelsea, ma non c’è mai stata un’offerta ufficiale. Non è successo nulla di quello che ho letto, non c’è stato nessun aut aut di Gasperini o presunte dimissioni perché non c’è stata mai una trattativa”.
“È arrivato un CEO in corsa e c’è grande condivisione sia in entrata che in uscite, ci siamo sempre confrontati, anche con la famiglia Friedkin e ogni cosa si decide insieme”.
Sul caso Celik: “Non ho temuto che Pellegrini finisse come Celik, perché lui è attaccato a questi colori, questa maglia e questa città. Lo stesso vale per Dybala, Cristante e Mancini. Il rinnovo era chiuso, ma poi ha deciso di andare alla Juventus“.
Si è spesso parlato di consulenti e uomini di mercato. Quanto rivendica il suo lavoro in questa sessione di mercato? “Se non fossi responsabile non sarei qui. Dovresti essere più esplicito per poterti rispondere a questa domanda, non posso interpretarla”.
Si è detto che la Roma si affida a uomini mercato. Credo che l’uomo mercato sia lei.. “Mi fai sorgere un dubbio. Sarà un dubbio. Chiederò se sono io l’uomo mercato”.
“Dopo che l’Atalanta mi ha comunicato l’esonero ho incontrato Ryan Friedkin. Una grande società, purtroppo l’accordo con l’UEFA a volte riduce la loro voglia di fare, ma anche questa volta hanno investito. Come per i giocatori, anche un dirigente ha bisogno di ambientarsi e capire come migliorare i limiti che noi abbiamo. Sono convinto che col tempo riusciremo a mettere tutto in ordine”.
Sul mercato degli svincolati: “Valutiamo, ma lo affronteremo un po’ più avanti”.
“Negli ultimi giorni avevamo individuato due-tre profili giusti, sinceramente non siamo riusciti a chiudere per vari motivi. Leweling era chiusa sia con lo Stoccarda che con il giocatore, ma poi il calciatore ha avuto un ripensamento. Ce n’erano anche altri, ma non ci soddisfacevano del tutto”.
Su Luiz Henrique: “Ci sono state delle problematiche che ci hanno impedito di portarle a termine per motivi tecnici. Anche lì c’erano gli accordi”.
“Quando eravamo su Summerville eravamo anche su Castro e Molina. Eravamo forti su tutti, è una questione di tempi e il tempo per chiudere Castro non è stato quello che abbiamo potuto ad avere per l’olandese. Mora? Cercavamo entrambi i profili, Mora siamo riusciti a chiuderlo, quello più fisico no”.
Le differenze tra Bergamo e Roma sul mercato: “Il bilancio lo faremo più avanti, mi auguro sia positivo. Sono due società diverse, ma le ambizioni le hanno tutte. Roma ha riconquistato la Champions dopo tanti anni, l’Atalanta c’è stata tanti anni. Va fatto un plauso a Gasperini, alla proprietà e al gruppo. Quest’anno non ho meritato la Champions, mi è stata regalata dai ragazzi, dal mister e dalla proprietà. Mi auguro di meritarmi la Champions del prossimo anno”.





