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Juventus-Roma, Viscidi: “Due squadre dal gioco simile, ma diverso”

L’allenatore e docente della Figc ha parlato della super sfida di questa sera a Torino

Juventus-Roma

JUVENTUS ROMA INTERVISTA VISCIDI / WEB – Maurizio Viscidi, allenatore e docente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, contattato da tuttomercatoweb.com ha analizzato Juventus-Roma. Queste le sue parole:

Quali sono le similitudini e le differenze fra il modo di giocare della Juventus e della Roma?
“Premetto che Juventus e Roma sono le squadre che mi piacciono di più nel nostro campionato. Le similitudini sono rappresentate dal fatto che sono due squadre che tendono ad imporre il gioco e questo, siccome a me non piace mai parlare senza essere confortato dai dati, questo deriva guardando la classifica finale del possesso palla medio e del numero di passaggi medi che Juventus e Roma fanno a partita. Secondo i dati che mi forniscono i miei amici della Opta Italia (azienda che si occupa di raccolta, elaborazione e archiviazione di dati statistici fornendo i propri servizi agli operatori del mondo dello sport, ndr) la Juventus ne fa 459, la Roma 448, mentre la media per le squadre italiane si assesta a 350, quindi queste due squadre per possesso palla sono ben superiori alla media italiana. Innanzi tutto devo dire che sono due squadre che mi piacciono da morire entrambe per il progetto di gioco e per la mentalità, si caratterizzano assomigliandosi nella mentalità per essere padrone del campo e del gioco, frase cara al maestro Sacchi. Juve e Roma fanno bene il possesso palla anche se in questa similitudine c’è una grande differenza: il possesso palla delle Juve è più veloce ed anche più profondo nel senso che dopo una serie di passaggi i bianconeri attaccano di più la profondità, mentre i giallorossi fanno un ottimo possesso palla però sono leggermente più lenti e il possesso palla si sviluppa un po’ più in orizzontale. C’è un dato che permette di sapere il rapporto fra il possesso palla e le conclusioni effettuate e permette di capire quanto volume di gioco è stato realizzato e quante volte si è tirato in porta, questo dato è importante perché se si produce gioco e poi non si tira in porta serve poco. La Juventus ha una media di trentun passaggi e un tiro, la Roma mediamente prima di tirare invece fa trentasette passaggi. La Roma quindi ci mette qualche passaggio in più prima di andare alla conclusione e fa un possesso palla un po’ più lento e manovrato, un po’ più spagnolo così com’è il suo allenatore.Comunque mi piace il concetto perché la Roma è una squadra che mantiene il possesso palla e il comando del gioco e il suo allenatore in Italia – in un paese nel quale tutto sommato si è pensato fino a poco tempo fa e lo si pensa ancora che il gol ideale si fa con un massimo di tre passaggi – invece inverte la tendenza così come lo hanno fatto Conte e altri allenatori. In Italia, per fortuna, si sta andando verso un calcio più manovrato e meno di rubo palla, riparto e segno, anche se quella del contropiede resta comunque un’arma, a me questa nuova tendenza fa piacere perché ci sono delle squadre che cercano di dominare il campo e il gioco attraverso il possesso palla. La Juve riesce meglio della Roma a passare dalla fase di possesso all’attacco della profondità e alla conclusione”.

Nella fase difensiva come sviluppano il possesso palla queste due squadre?
“Quando si fa molto possesso palla ci si porta su posizioni molto ottimistiche, la posizione ottimistica orientata vuol dire che quando si ha la palla la squadra si apre e tutti si propongono in avanti, il Barcellona è il massimo da questo punto di vista; mentre la posizione pessimista è quella che quando un compagno ha la palla tornano indietro sei-sette giocatori perché se la perde ci sono abbastanza giocatori per potersi difendere. Juventus e Roma sono entrambe ottimistiche orientate e in questi casi può insorgere un problema quando avendo questo atteggiamento ottimistico orientato si perde la palla per un errore tecnico, o perché viene intercettata o per bravura dell’avversario o demerito proprio. A quel punto scatta una transizione, ossia un momento in cui si è in attacco con tanti giocatori e perdendo palla bisogna essere veloci a rientrare, ecco la Juventus ha delle transizioni che sono leggermente più veloci di quelle della Roma, infatti la Juventus ha subito diciotto gol mentre la Roma ne ha subiti quarantadue. Nonostante la Roma abbia subito dei gol su ripartenze non vorrei che abbandonasse lo stile di gioco che ha, che è bello da vedere, però la Juve è un po’ più rapida nel riposizionarsi quando perde la palla e anche leggermente più attenta nelle chiusure preventive”.

Forse la Juventus ha giocatori che in fase difensiva sono un pochino più tecnici di quelli della Roma?
“La Roma ha anche alle volte delle assenze per infortuni, diciamo che forse Conte, che ha una mentalità italiana che si è evoluta, mantiene comunque maggior attenzione all’equilibrio difensivo, nonostante la squadra si proponga molto bene in fase di possesso palla”.

Come si affronta a sei giornate dalla fine una squadra che non ha mai perso e che ha la difesa più blindata del campionato?
“Credo che la Roma non si snaturerà affrontando la Juventus e cercherà di mantenere il possesso palla, ma non sono convinto che riuscirà a tenerlo più della Juve e quindiritengo che la Roma debba anche pensare, per una volta, a far male, tatticamente parlando, con delle ripartenze veloci. Se la Juve, come immagino, farà la partita tenendo il possesso palla o perché ha una grande personalità o perché c’è il pubblico che la trascina o perché tiene il baricentro alto la Roma non vincerà la partita se abbasserà i ritmi tenendo la palla, ma vincerà se riuscirà una volta recuperata la palla ad essere veloce a ripartire per avere delle transizioni, che significa il passaggio da una fase all’altra, più veloci di quelle della Juve. Quindi in parole povere, questa è una mia personalissima opinione e non voglio insegnare niente a nessuno, però se conquistata la palla la Roma pensa a consolidare il possesso e non a ripartire con la Juve farà poca strada. La difesa della Juventus diventa più vulnerabile se le si toglie la compattezza che deriva dal fatto che tutti i giocatori partecipano alla fase difensiva e quando non partecipano? Quando si riesce a riconquistare una palla nel momento in cui i giocatori della Juventus si sono proposti in avanti e si è più veloci di loro nel ripartire senza lasciargli il tempo di tornare a sistemarsi in modo da riuscire a difendersi. Il Chelsea con Drogba ha segnato al Barcellona, che è il massimo dell’ottimistico orientato perché tutti i giocatori si propongono in avanti in ampiezza e profondità e si mettono tutti nella condizione di pensare ad attaccare senza paura, e lo stesso aveva fatto il Milan a Barcellona quando dopo venti secondi aveva segnato Pato, perché per dare qualche problema tattico a queste squadre una volta riconquistata la palla bisogna essere veloci nel ripartire negli spazi che evidentemente ci sono, se invece si è lenti si consente agli avversari di riposizionarsi e quindi di difendersi al meglio. La Roma per una volta deve pensare anche al contropiede“.

Giocare in uno stadio come quello della Juventus favorisce realmente i padroni di casa?
“Anche in questo caso i dati vengono a confortare la risposta, infatti la Juventus è la squadra che più di tutte ha conquistato punti in casa ben trentotto, meglio anche dell’Udinese, che seppur giochi di contropiede in casa ha fatto tantissimi punti. A questo va aggiunto che la Juventus in casa è la squadra che ha realizzato più gol ed è la seconda per avere la miglior difesa. Nel calcio il fattore campo conta altrimenti nella vecchia schedina il due non sarebbe un valore così difficile da trovare. Nel caso della Juve non solo per quello che dicono i dati, ma anche per l’intensità che questo stadio bellissimo, sempre pieno e con i tifosi vicini al terreno di gioco, dà una carica incredibile alla squadra che quando gioca in casa ha non solo possesso e tecnica, ma anche grande intensità determinata in buonissima parte dal mix formato dall’intensità che trasmette l’allenatore nel lavoro e dalla mentalità che infonde alla squadra e dal pubblico che trascina. La Juve in casa è uno spettacolo, perché aggredisce, toglie tempo e spazio, gioca un calcio di possesso, ma al tempo stesso di pressing immediato quando perde la palla e ha il baricentro alto. Da questo punto di vista la Roma fuori casa ha fatto un po’ più di fatica – nella classifica delle gare esterne comunque la Juventus sarebbe prima e la Roma quinta – infatti ha preso ventisei gol che sono un po’ troppi per una squadra di alta classifica e questo credo che sia un fattore determinante nell’ottica di previsione del risultato di questa sera”.