“Cinque giornate di squalifica”: caos Milan prima della Roma

Milan al centro delle polemiche arbitrali prima della sfida alla Roma di De Rossi. Un doppio ex alza la voce contro un protagonista rossonero: “Cinque giornate di squalifica”.

Si avvicina Milan-Roma, sfida in programma giovedì sera e valida per i quarti di finale di Europa League. Le due squadre arrivano all’appuntamento europeo forti delle vittorie in campionato. I rossoneri si sono imposti senza fatica sul Lecce di Gotti, con il risultato di 3-0. I giallorossi sono reduci dalla galvanizzante vittoria nel derby, siglata Gianluca Mancini, che ha consegnato tre punti pesanti in ottica Champions League. Le decisioni arbitrali durante la gara dei rossoneri finiscono nel mirino del doppio ex, che alza la voce dopo la mancata sanzione.

"Cinque giornate di squalifica": caos Milan prima della Roma
Stefano Pioli (LaPresse) – asromalive.it

A scatenare la discussione è Antonio Cassano, ex Roma dal 2001 al 2006 e con un passaggio al Milan nel 2011. Il barese alza la voce contro la decisione di non espellere Theo Hernandez contro il Lecce. Per l’ex attaccante il terzino avrebbe dovuto scontare una lunga squalifica in seguito ad un duro intervento su Almqvist. Il barese ha condannato senza mezzi termini la decisione del direttore di gara di San Siro, Luca Massimi.

Milan-Lecce, Cassano condanna Theo Hernandez: “Cinque giornate di squalifica”

Ecco le parole di Antonio Cassano, in diretta alla Domenica Sportiva: “È semplice, a Theo Hernandez bisogna dare 5 giornate di squalifica perché questa è una ginocchiata voluta. Io ho fatto il calciatore, l’ha preso e gli stava spaccando il cranio.”

"Cinque giornate di squalifica": caos Milan prima della Roma
Theo Hernandez (LaPresse) – asromalive.it

Contro il parere di Cassano è intervenuto l’ex arbitro Bergonzi, che la pensa in maniera diametralmente opposta: “Io ho fatto l’arbitro. L’ho guardato tante volte, non è un intervento voluto, è un intervento fortuito per il quale bisognava fermare il gioco perché ha colpito la testa. Ma se il tuo giudizio è questo va bene e la finiamo lì. Il tuo giudizio però è il tuo giudizio, ok? Come quando eravamo in campo.”

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