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Roma, La conferenza stampa di Miralem Pjanic

Il centrocampista giallorosso a ruota libera davanti ai microfoni di Trigoria

Il giallorosso Miralem Pjanic

ROMA LA CONFERENZA STAMPA DI MIRALEM PJANIC / ROMA – Miralem Pjanic ha incontrato i giornalisti nella sala stampa di Trigoria. Ecco le dichiarazioni del giovane centrocampista bosniaco:

Come vi sentite dopo la pausa?
“Siamo pronti, speriamo di continuare quello che abbiamo lascato intravedere prima della fine dell’anno siamo fiduciosi e pronti per ricominciare a vincere”.

Osvaldo assenza importante?
“Certo è un problema, anche la perdita di Marco (Borriello, ndr) è un problema, ma il gruppo è ampio e siamo in grado di recuperare”.

Pizarro nervoso e ancora qualche atteggiamento sbagliato. L’atmosfera è ancora elettrica nella squadra?
“Sinceramente non ho seguito la vicenda ieri. Abbiamo fatto una partitella e può essere semplicemente che Pizarro si sia arrabbiato per aver perso. Non ci sono problemi, non ho parlato con lui ma l’atmosfera nel gruppo è molto buona”.

De Rossi non ha ancora rinnovato il contratto. Saresti sorpreso se lasciasse la Roma?
“Non voglio neanche pensarci al fatto che ci lasci. E’ un giocatore così forte…abbiamo bisogno di lui e spero che si facciano gli sforzi necessari per trattenerelo. Non posso dire nulla al riguardo se non che lui ha grandi qualità e spero ci aiuti a raggiungere grandi traguardi”.

Ma se non dovesse avvenire sarebbe un ridimensionamento delle ambizioni della Roma?
“Sarebbe difficile perdere un giocatore così forte. La squadra sarebbe sicurazmente meno forte se non restasse. Ma sono sicuro che i idirigenti faranno il massimo per trattenerlo. Ma gli obiettivi rimarrebbero gli stessi perchè questa è una squadra ambiziosa”.

Sei spesso stato accostato a Zidane in Francia. Ti piacerebbe giocare, come lui, un po fuori dagli schemi?
“Per ora cerco di mettermi a disposizone della squadra. Luis Enrique già mi lascia grande libertà e di questo sono contento. MI sento sempre meglio in questa squadra, sono giovane e sono qui da poco. Vorrei essere più decisivo questo è sicuro. Adesso mi interessa solo essere a disposizione del gruppo”.

Hai girato molto nella tua vita. C’è un posto che senti veramente tuo?
“Sinceramente non c’è nessuna città come Roma. Sono stato favorevolmente molto sorspreso. Ho motli amici in Lussembrugo così come in Bosnia dove sono nato. Ma una città come Roma non l’ho vista da nessuna parte e sono molto contento della mia scelta. Ma la Bosnia è forse il posto a cui sono più legato”.

Roma è un punto di arrivo o passaggio intermedio della tua carriera?
“Quando ho firmato ho firmato un contratto a lungo termine, di quattro anni. Penso solo alla Roma. Se i dirigenti e i tifosi, nonchè io stesso, siamo contenti della mia permanenza sarò ben felice di restare. Voglio rispettare il contratto e ce la metterò tutta per farlo”.

La Roma può arrivare in Champions League viste le ultime ottime prestazioni?
“Abbiamo recuperato gran parte del ritardo e siamo tornati ad un buon livello. Ma dobbiamo vedere partita dopo partita non possiamo parlare subito di obiettivi. La stagione è lunga e dobbiamo lavorare come fatto nelle ultime settimane. Se continuiamo così possiamo arrivare in alto. Non dobbiamo essere troppo fomentati ma se continuiamo così possiamo raggiungere obiettivi importanti”.

Totti e De Rossi, i due giocatori più rappresentativi, hanno una grande considerazione di te. Cosa stai imparando in particolare da Totti?
“Sappiamo che la squadra con Francesco o senza di lui non è la stessa squadra. Ci dà sicurezza e la squadra si sente più libera con lui in campo. Giocatori di tale qualità ne ho visti pochi e da lui si impara tantissimo. Così come sono felice di giocare con Daniele. Un giorno spero di diventare come Francesco”.

Quanto ritieni importante che la squadra venga rafforzata?
“Sinceramente non posso rispondere a questa domanda. Il gruppo ha grandissime qualità e direi che non abbiamo bisogno di nuovi acquisti. Ma non spetta a me decidere. Ci sono dirigenti molto più competenti di me. Io mi concentro sul lavoro in campo e ripeto ci sono persone più competenti di me per decidere”.

Non hai imparato ancora l’italiano?
“L’italiano lo capisco. Vorrei vedervi se parlaste 5 o 6 lingue. Sono arrivato da poco e lo capisco bene ma non mi sento ancora pronto ad esprimermi senza commettere errori grammaticali. Parlo 5 lingue e l’italiano sarà la sesta. I gol? sono sicuro che presto arriveranno se continuo a lavorare così”.

E’ un problema per voi allenarvi il pomeriggio piuttosto che al mattino?
“No non è un problema”.

Le ultime buone prestazioni possono essere anche figlie dei pochi cambi di formazione?
“E’ possibile che questo abbia portato stabilità, ma sono certo che possiamo contare su tutto il gruppo. Luis Enrique punta su tutti i giocatori e questo è il nostro punto di forza. La stabilità di formazione può averci aiutato ma è il mister che decide”.

Dopo la brutta sconfitta di Firenze si è vista una Roma più compatta e unita. Cosa è successo dopo quella partita? Vi siete detti tutto fino in fondo?
“Non siamo stati fortunati a Firenze. E’ stata una partita strana. La gestivamo molto bene ma il secondo gol su calcio piazzato è stata una batosta. E’ stata dura perchè abbiamo chiuso in 8 cosa che moralmente pesa. Dopo la partita abbiamo parlato, ci siamo rimessi in discussione e sono arrivati i risultati. La squadra voleva mostare un altro volto. Anche per i tifosi, che ci hanno sostenuto per 90 minuti è stata dura. Dobbiamo continuare così e lavorare in questo modo. Comunque quello che stiamo facendo è davvero un bel gioco”.

 

Marco Decrestina